Coronavirus, Sgarbi: "Conte ha rotto i cogl*** con queste dirette Facebook"

Il critico d'arte ha detto che vuole capire "dove si sta andando, cosa si sta facendo, chi lo sta facendo"

Vittorio Sgarbi è andato giù duro contro il presidente del Consiglio. "Conte ha rotto i cogl*** con queste dirette Facebook” ha sottolineato il critico d’arte in un post su Twitter. Il sindaco di Sutri si riferiva al collegamento di ieri pomeriggio con cui il premier informava la cittadinanza sul nuovo decreto anticoronavirus.

Sgarbi si è dunque sfogato. “Vogliamo ascoltare i componenti del ‘Comitato scientifico’: vogliamo capire dove si sta andando, cosa si sta facendo, chi lo sta facendo - ha precisato l’opinionista -. Basta annunci da pompe funebri o da libro cuore”.

Il saggista era stato protagonista anche domenica sera durante de Non è l'arena condotta da Massimo Giletti. In quell'occasione era andato in scena un litigio verbale con Fabrizio Pregliasco, direttore Sanitario dell'Ircss Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano. L'ex sottosegretario ai Beni culturali aveva accusato i medici di aver tenuto nascosto il farmaco Avigan, che darebbe ottimi risultati contro il Covid-19. Pregliasco gli aveva risposto che si stanno valutando i suoi effetti "di cui non abbiamo ancora garanzie sufficienti".

Patto trasversale per la scienza

Ieri il critico d’arte si è espresso anche sul Patto trasversale per la scienza, un’associazione nata a giugno del 2019 in seguito all’appello lanciato alle forze politiche a gennaio dello stesso anno da Roberto Burioni e Guido Silvestri. Il suo scopo è la promozione e la diffusione del metodo scientifico in Italia, per difendere la salute dei cittadini dalle false notizie. L’associazione ha sede a Senigallia, in provincia di Ancona ed è presieduta da Pier Luigi Lopalco, professore di igiene e medicina preventiva all'università di Pisa. Il Patto è stato sottoscritto nel tempo da vari scienziati, medici e rappresentanti politici.

Sgarbi ha sottolineato in un post su Facebook che si conosce molto poco di questa associazionese non che alcuni di loro hanno monopolizzato sulle tv private e di Stato il dibattito sul Coronavirus”.

Scorrendo lo statuto, si legge che "le risorse economiche dell’organizzazione sono costituite da: quote associative, contributi pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, rendite patrimoniali, attività di raccolta fondi, rimborsi da convenzioni; ogni altra entrata". L'ex sottosegretario ai Beni culturali vorrebbe sapere se ci siano delle aziende farmaceutiche tra i finanziatori dell'associazione "e chi, tra i propri illustri membri, abbia ricevuto fondi dalle stesse nell’ambito della propria attività scientifica".

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