Il vaccino sui macachi fa sperare: così li protegge dalla polmonite

Molto incoraggiante e di alta qualità lo studio condotto su un gruppo di macachi Rhesus. Entro 28 giorni dalla somministrazione del vaccino, gli animali sviluppano gli anticorpi

Forse il vaccino per combattere il coronavirus non è poi così lontano. Un recente studio condotto sui macachi ha dato risultati incoraggianti e di alta qualità. Circa 28 giorni dopo essere stati vaccinati, gli animali avrebbero sviluppato gli anticorpi necessari a contrastare il virus Sars-CoV-2.

Un vaccino contro il coronavirus protegge i macachi

Secondo i dati emersi dallo studio in questione, pubblicato sulla piattaforma “bioRxiv”, dal National Institutes of Health (Nih) in collaborazione con l'Università di Oxford, una sola dose del vaccino sperimentale, chiamato “ChAdOx1 nCoV-19”, avrebbe protetto sei macachi Rhesus dalla polmonite causata dal virus. I sei animali avrebbero infatti sviluppato una carica virale minore, senza riportare i sintomi di polmonite e senza sviluppare una risposta immunitaria eccessiva. Non è ancora chiaro se il successo ottenuto possa essere conseguito anche sull’uomo. Il sistema immunitario di macachi ed esseri umani è infatti differente, anche se molto simile. Ma è comunque una vittoria che può aiutare gli studiosi a mettere a punto un vaccino che possa andare bene anche a noi.

La sperimentazione sull'uomo

Lo scorso 23 aprile il Regno Unito ha dato il via alla sperimentazione del vaccino su oltre mille volontari sani, sempre attraverso l’Università di Oxford. Già in precedenza era stato usato “ChAdOx1” per creare altri vaccini atti a contrastare diversi agenti patogeni, tra i quali anche un coronavirus molto simile, presente in Medio Oriente, denominato Mers, che provoca crisi respiratorie. Gli studiosi hanno spiegato che “i sei macachi che hanno ricevuto il vaccino sperimentale 28 giorni prima di essere infettati da SARS-CoV-2 sono stati confrontati con tre di controllo che non hanno ricevuto il vaccino. Gli animali vaccinati non hanno mostrato segni di replicazione del virus nei polmoni e avevano, rispetto agli animali di controllo, livelli significativamente più bassi di malattie respiratorie e nessun danno polmonare”.

La Bbc ha riferito che questa sperimentazione è stata effettuata negli Stati Uniti, coinvolgendo ricercatori del National Institutes of Health (NIH) a stelle e strisce e dell'Università di Oxford. Intervistato dalla Tv di Stato britannica, il professore Stephen Evans della London School of Hygiene and Tropical Medicine, ha parlato di studio di alta qualità e molto incoraggiante. Al momento sono oltre 100 i vaccini sperimentali in fase di sviluppo, a livello mondiale, atti a contrastare il coronavirus. Non è la prima volta che vengono effettuate sperimentazioni sui macachi per debellare il coronavirus.

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