"Così gli scafisti lasciano profughi in acque libiche"

Izabella Cooper, portavoce di Frontex: "Così è cambiata la strategia degli scafisti, migranti abbandonati appena fuori dalle acque libiche"

"Così gli scafisti lasciano profughi in acque libiche"

"Noi non abbiamo mai accusato le Ong di collusione con i trafficanti di esseri umani anche perché non abbiamo il mandato per svolgere indagini sul territorio. Le fanno la Polizia ed Europol, noi ci limitiamo a passare loro le informazioni che raccogliamo durante i salvataggi e l'assistenza dei migranti".Così in un'intervista a Repubblica Izabella Cooper, portavoce di Frontex, commenta le polemiche insorte dopo l'accusa del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro, di contatti tra scafisti libici e Ong. Cooper afferma: "A quanto ne sappiamo i trafficanti sfruttano la situazione: sanno che abbiamo l'obbligo internazionale di salvare i migranti in mare e ne approfittano". Poi ancora Cooper parla di un fenomeno mutato: "I trafficanti - dice - riforniscono i gommoni di benzina, cibo e acqua sufficienti a percorrere giusto le 12 miglia per uscire dalle acque di Tripoli. Sono gommoni di qualità inferiore a prima, di importazione cinese, lunghi 10 metri e fatti di una gomma molto sottile. Li stipano anche con 170 persone mentre quando i viaggi erano più lunghi facevano imbarcare 90 migranti". Le parole della Cooper di fatto testimoniano come le nuove rotte degli scafisti siano più corte rispetto al passato. E qui si fanno più concrete le ipotesi che i trafficanti possano approfittare della presenza delle navi delle Ong.

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