Viaggio al Cervello di Palermo: "Così combattiamo il virus"

All'ospedale Cervello di Palermo vengono ricoverati i pazienti colpiti da coronavirus. Siamo andati a vedere cosa succede all'interno del reparto di Malattie infettive

Da nord a sud, l'Italia sta combattendo la battaglia più dura contro il coronavirus. In prima linea ci sono loro: medici e infermieri che lottano contro il nemico invisibile. Siamo stati all'interno del reparto di Malattie infettive dell'ospedale Vincenzo Cervello di Palermo, da mesi impegnato nella difficile sfida contro il virus. Qui vengono curati i pazienti affetti da Covid-19. I primi sono arrivati a fine febbraio, tra questi la presunta paziente 1 di Palermo: la turista bergamasca che era nella comitiva lombarda in visita nel capoluogo siciliano. Da allora sono passate 6 settimane e il reparto è stato ridisegnato con percorsi ad hoc per isolare i pazienti. Adesso ci sono dell'aree "pulite" differenziate dalle aree a rischio contagio.

Entriamo nella zona pretriage all'esterno del pronto soccorso: tenso-strutture montate all'esterno di tutti gli ospedali siciliani di secondo livello per filtrare i pazienti sospetti. Si tratta di una tenda riservata a coloro che presentano i sintomi da coronavirus e dove i sanitari effettuano il tampone. Vista l'eccezionalità del caso, le misure di sicurezza sono diventate sempre più stringenti. Per entrare all'interno del reparto è obbligatorio indossare una tuta di protezione, mascherina con valvola, occhiali protettivi e guanti. Dal pronto soccorso - ormai deserto - entriamo nel reparto di malattie infettive: operatori sanitari, medici, infermieri e ricercatori sono al lavoro ogni giorno per assistere i pazienti nel duro percorso per la riabilitazione.

Ma non è stato sempre così. All'inizio la lotta più dura non è stata contro il virus ma contro la brucorazia. La Regione ha cercato di reperire i Dpi, i dispositivi di protezione individuale, sul mercato mondiale. Dopo settimane di attesa, domenica all'alba uno stock di 40 tonnellate è arrivato a Palermo dalla Cina. Fa parte della prima tranche di 260 tonnellate acquistate dalla Regione e che coprirà il fabbisogno delle prossime settimane. Domenica il governatore Musumeci si è recato direttamente allo scalo palermitano per verificare la qualità del materiale arrivato dalla Cina: temeva che il carico restasse bloccato in uno degli aeroporti, dove l'aereo ha fatto scalo. Una volta ricevuto l'ok dalla Protezione civile, i Dpi sono stati trasferiti dall'aeroporto Falcone Borsellino ai vari ospedali dell'isola.

In Sicilia comunque si continua a lottare, soprattutto per limitare il numero dei contagi. La situazione appare ancora sotto controllo, ma non si può abbassare la guardia proprio perché tornano a crescere i positivi. Dopo i 34 casi in più registrati ieri, oggi sono 49 i contagi registrati in sole 24 ore nell'Isola facendo salire il numero delle persone affette da Covid-19 a 1.942. A fornire i dati è stata la Presidenza della Regione siciliana. Dall'inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 28.742 (+1.304 rispetto a ieri) e di questi sono risultati positivi 2.232 (+73). Complessivamente risultano guarite 152 persone (+19), mentre le vittime sono 138 (+5). Degli attuali 1.942 positivi, 629 pazienti (+1) sono ricoverati - di cui 63 in terapia intensiva (-2) - mentre 1.313 (+48) sono in isolamento domiciliare.Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 112 (0 ricoverati, 2 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 99 (22, 5, 8); Catania, 574 (144, 33, 55); Enna, 282 (172, 2, 16); Messina, 347 (143, 23, 29); Palermo, 295 (72, 38, 13); Ragusa, 51 (9, 4, 3); Siracusa, 82 (48, 33, 9); Trapani, 100 (19, 12, 4).

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