Tensioni sul pubblico al festival: Amadeus vuole lasciare

Dario Franceschini esclude ogni possibilità di pubblico al teatro Ariston per Sanremo: Amadeus ora punta i piedi e minaccia di lasciare la direzione artistica

Tensioni sul pubblico al festival: Amadeus vuole lasciare

Come se non bastasse la tensione politica della crisi di governo, in queste ore sta crescendo anche la tensione per l'organizzazione del festival di Sanremo ma le due circostanze, probabilmente potrebbero essere in qualche modo collegate. Che Sanremo 2021 non fosse facile da organizzare, Amadeus lo sapeva fin dall'inizio. La pandemia non accenna a indietreggiare, l'Italia è nel caos per il ritardo nelle forniture di vaccini e le restrizioni sono ancora forti per cercare di limitare il contagio. Il direttore artistico del Festival le sta provando tutte per riuscire a dare il via alla kermesse canora più attesa d'Italia da oltre 70 anni ma il nodo da sciogliere resta sempre e solo uno: il pubblico all'interno del teatro Ariston di Sanremo. Dopo la presa di posizione del ministro della Salute Roberto Speranza e del ministro della Cultura Dario Franceschini, Amadeus e Fiorello sembrano pronti a fare un passo indietro a poco più di un mese dall'inizio del Festival, puntando i piedi per ottenere quanto richiesto.

Ieri, Roberto Speranza ha posto il veto sul pubblico all'interno del teatro Ariston, senza menzionare i figuranti. In una comunicazione al Cts, con la quale ha chiesto la stesura di un "protocollo di sicurezza per artisti e maestranze", ha ribadito che gli spettacoli "che si svolgono nelle sale teatrali" devono rispettare il dpcm in vigore, "che consente lo svolgimento di spettacoli in assenza di pubblico". Una pronuncia decisa ma non così vincolante, devono aver pensato dalle parti di viale Mazzini, se ieri queste parole non hanno causato il terremoto che, invece, questa mattina stanno provocando le esternazioni di Dario Fraceschini su Twitter. "Il teatro Ariston di Sanremo è un teatro come tutti gli altri e quindi, come ha chiarito ieri il ministro Speranza, il pubblico, pagante, gratuito o di figuranti, potrà tornare solo quando le norme lo consentiranno per tutti i teatri e cinema. Speriamo il prima possibile", ha scritto il ministro della Cultura sul suo profilo.

Netto e categorico, Franceschini ha di fatto spento qualunque speranza di vedere il pubblico nella sala del più popolare teatro del Paese. In Rai devono aver accusato il colpo, viste le reazioni che trapelano dagli ambienti organizzativi del festival di Sanremo. "Amadeus e i suoi, che hanno sempre parlato della difficoltà per gli artisti di esibirsi davanti ad un teatro vuoto, avrebbero sottolineato anche come ieri il ministro della Salute Roberto Speranza non avesse parlato di figuranti, come ha fatto invece Franceschini, le cui parole sono state dunque interpretate come un attacco al festival", scrive l'Adnkrons. Secondo l'agenzia di stampa, Amadeus sta valutando l'ipotesi di rimettere il mandato come direttore artistico del Festival: "Il conduttore starebbe valutando il gesto clamoroso, dopo le parole twittate dal ministro Franceschini sul divieto ai figuranti in sala per il Teatro Ariston di Sanremo".

Dopo le dimissioni di Giuseppe Conte potrebbero arrivare anche quelle di Amadeus, ma il governatore della Liguria chiede tempo e calma per ogni decisione. Intervistato a "The Breakfast Club" su Radio Capital, Giovanni Toti sembra abbracciare una linea attendista: "Per serietà bisognerebbe aspettare qualche giorno prima di parlare di pubblico. Bisogna capire agli inizi di Marzo come sarà la situazione del paese. Se cambierà la legislazione a fine febbraio sarà consentito anche a Sanremo avere qualche libertà in più, riaprendo poi anche i teatri. Se poi il paese si trovasse a Marzo con una nuova ondata di casi, sarebbe un ossimoro pensare a un Sanremo come tutti gli altri anni". Intanto questa mattina è in programma un incontro tra l'ad Rai Fabrizio Salini e Amadeus: il dirigente della tv pubblica, stando a quanto riporta l'AGI, sarebbe orientato sulla linea delle norme richiamate da Speranza e Franceschini.

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