Cronache

Ecco chi è l'infermiere che ha salvato la vita a papa Francesco

Negli ambienti ecclesiastici e non solo circola il nome di Massimiliano Strappetti, l'infermiere di "lunga esperienza" che ha evitato il peggio per il Papa

Ecco chi è l'infermiere che ha salvato la vita a papa Francesco

L'intervista che papa Francesco ha rilasciato a Radio Cope è densa di rivelazioni. Tra queste, ha fatto scalpore pure il virgolettato tramite cui Jorge Mario Bergoglio ha accennato ad un infermiere che, stando al racconto dello stesso vescovo di Roma, ha evitato il peggio per il pontefice.

A distanza di qualche giorno, è emerso il nome di Massimiliano Strappetti, che dovrebbe essere l'uomo, l'operatore sanitario, in grado di avere coscienza per tempo di qualcosa che avrebbe potuto compromettere, quantomeno, il proseguo del pontificato.

Stando a quanto abbiamo riportato attraverso questo articolo, l'ex arcivescovo di Buenos Aires, parlando con l'emittente spagnola, ha voluto svelare come un infermiere di "lunga esperienza" sia stato fondamentale per salvargli la vita terrena. In buona sostanza, così come ripercorso questa mattina da Il Corriere della Sera, Bergoglio sarebbe stato operato attraverso una tecnica invece che mediante un'altra, dopo una valutazione che sarebbe stata fatta proprio da Strappetti, che ora balza agli onori delle cronache con tutte le giuste ragioni del caso. Sono ipotesi, ma i retroscena che circolano tra gli ambienti ecclesiastici sono questi che abbiamo appena presentato. Quello che è certo, per stessa ammissione del vescovo di Roma, è il ruolo decisivo di un infermiere.

Non un colpo fortuito o casuale, ma appunto una deduzione derivante dagli elementi esperenziali. Il che lascia intendere quanto possa essere decisivo, pure per le persone che occupano incarichi di vertice mondiale, come il successore di Pietro, contornarsi di persone affidabili ed intuitive. Da qualche ora, com'è naturale che sia, il nome di Massimiliano Strappetti circola con insistenza tra buona parte dei media nazionali. E, a pensarci bene, sarebbe strano il contrario. Al netto della fede calcistica (la Lazio, ndr) e del percorso professionale dell'infermiere, appare giusto il tributo che il successore di Joseph Ratzinger ha voluto riservare a chi, magari grazie a delle tempistiche particolarmente azzeccate, potrebbe aver contribuito ad evitare che la Chiesa cattolica perdesse la sua guida.

L'intervista a Radio Cope, comunque, passerà agli archivi, non senza portare in dote un certo significato. Anzitutto il Papa, pur non prendendo di petto la questione, ha in buona sostanza smentito le voci secondo cui si sarebbe dimesso di qui a poco tempo. Noi de ilGiornale.it avevamo ascoltato alcune fonti interne ad ambienti prossimi alla Santa Sede che ci avevano già assicurato, in qualche modo anticipando l'intervista del Papa, che Bergoglio non si sarebbe fatto da parte come l'emerito. Questo non significa che in futuro Bergoglio non possa decidere per la stessa mossa di Ratzinger, ma che al momento non esistono evidenze che suggeriscano uno scenario di quella tipologia.

E se tutto questo è raccontabile, forse, lo si deve a Massimo Strappetti ed alla sua capacità. Ma - come ripetiamo - trattasi di ricostruzioni che andrebbero corroborate con affermazioni più esplicite da parte del Santo Padre, che ha comunque lasciato intendere come qualcuno abbia evitato la compromissione del quadro del suo stato di salute. All'interno della medesima intervista, peraltro, Francesco si è soffermato pure sull'Afghanistan, prendendo posizione in merito alle "eventualità" che non sarebbero state calcolate in virtù del ritiro, così come riportato dall'Adnkronos.

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