Il "segreto" di Omicron: perché contagia di più

L'indice di trasmissibilità (R0) di Omicron fa sì che una persona ne possa contagiare anche 10 rispetto alle 2,5 del ceppo di Wuhan: ecco cosa dicono gli studi

Il "segreto" di Omicron: perché contagia di più

Che la variante Omicron del Covid-19 sia la più trasmissibile tra tutte quelle apparse finora ormai lo sanno tutti. In Sudafrica, dove è stata scoperta dall'Oms lo scorso 24 novembre, ha provocato un'impennata di casi del 300% in una settimana triplicando i contagi giornalieri.

L'R0: perché si trasmette di più

Ormai ce ne siamo accorti anche in Europa e nel nostro Paese che nella giornata del 31 dicembre ha toccato il record assoluto di contagi giornalieri pari a 144.243. Lo studio più importante fino a questo momento condotto dall'Imperial College di Londra, afferma che Omicron ha una capacità di reinfettare 5,4 più alta della variante precedente. Ma la cosa che più fa la differenza è il tempo di incubazione, ridotto a tre giorni rispetto ai 4-6 di Delta: ecco perché, nemmeno il tempo di scoprire il virus e isolarsi, che il contagio si diffonde nella popolazione. Ma c'è dell'altro. Secondo alcuni studiosi, l’R0 di Omicron che rappresenta il "numero di riproduzione di base" e quindi "la quantità media di infezioni secondarie prodotta da ciascun individuo infetto", potrebbe avere un valore di 10 rispetto a 2,5 del ceppo originario di Wuhan.

"Tsunami di casi"

Purtroppo, è facile fare questa operazione matematica: ogni infetto con Omicron può infettare 10 persone, all'inizio della pandemia lo stesso infetto poteva infettarne due e mezzo. "Sono molto preoccupato che Omicron, essendo più trasmissibile e circolando in contemporanea a Delta, stia portando a uno tsunami di casi" ha affermato il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, durante una conferenza stampa online. Il problema è per gli ospedali: sebbene la nuova variante sia meno pericolosa di Delta, la contemporanea azione dei due ceppi virali potrebbe provocare "un’enorme pressione sugli operatori sanitari già esausti e sui sistemi sanitari, che sono vicini al collasso", riferendosi soprattutto ai Paesi del mondo dove la vaccinazione è molto scarsa.

La "corsa" di Omicron

La nuova variante è gia dominante in Regno Unito e Stati Uniti, presto lo sara anche in Italia. Il fatto che si diffonda velocemente e sfugga, in parte, agli anticorpi prodotti dal vaccino (soprattutto dopo due dosi) fa aumentare, inevitabilmente, il numero dei ricoverati in ospedale. Ed è questa la preoccupazione del prof. Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma, che al Corriere della Sera sottolinea il rischio dei ricoveri e di non sottovalutare Omicron perchè, anche se meno pericolosa di Delta, "passeranno non meno di 10 anni prima che diventi un semplice raffreddore". Preoccupato anche l'Iss (Istituto Superiore di Sanità) per i contagi molto elevati nella fascia d'età pediatrica 5-11 anni. Ecco perchè diventa fondamentale proteggere bambini e ragazzi, tant'é che si cerca di immunizzare quanto prima anche la fascia 16-17 anni e i fragili tra 12 e 15 anni. A New York, gli ospedali pediatrici hanno visto i ricoveri pediatrici aumentare di ben 5 volte mentre, a livello nazionale, gli Stati Uniti fanno registrare un +35%.

In Sudafrica inizia l'inversione di tendenza

Come abbiamo scritto sul Giornale.it, però, a fronte della nuova emergenza pandemica, in Sudafrica c'è un calo dei contagi dopo il picco avvenuto la scorsa settimana e i ricoveri, rispetto alla variante Delta, sono stati inferiori del 40%. Secondo gli esperti, il picco in Italia è atteso per metà gennaio, poi anche noi dovremmo vedere un'attenuazione dei casi. In ogni caso, per fronteggiare variante Delta e Omicron, la parola d'ordine resta sempre la stessa: vaccinazione.

Commenti