Strangolò Elisa per un "no": 20 anni a Massimo Sebastiani

Massimo Sebastiani, imputato per omicidio e occultamento di cadavere di Elisa Pomarelli, è stato condannato a 20 anni di reclusione

Strangolò Elisa Pomarelli per un "no": 20 anni a Massimo Sebastiani

È stato condannato a 20 anni di reclusione Massimo Sebastiani, l'operaio 45enne residente a Campogrande di Carpaneto, in provincia di Piacenza, che il 25 agosto 2019 uccise Elisa Pomarelli, 28 anni, originaria di Borgotrebbia. L'uomo confessò di aver strangolato la ragazza, sua amica, a seguito di un rifiuto e di aver gettato il cadavere in un fossato nelle campagne di Grottarello.

La procuratrice Grazia Pradella, a capo dell'inchiesta, aveva chiesto 24 anni di carcere per Sebastiani - arrestato dopo alcuni giorni in fuga sulle colline piacentine - imputato per omicidio volontario e occultamento di cadavere e processato in abbreviato. "Questa non è giustizia, 20 anni sono pochi. Meritava l'ergastolo", hanno detto i familiari della vittima dopo la lettura della sentenza di condanna.

"Meritava l'eragastolo"

"Non è stata fatta giustizia, non ho parole, sono davvero delusa", ha commentato a caldo la sorella di Elisa, Paola Pomarelli.

Per me meritava l’ergastolo, era giusto chiedere quello. Non può esserci alternativa”, sono state, invece, le parole della mamma di Elisa, Maria Cristina. "Niente mi toglie il dolore, il dolore c’è sempre – ha aggiunto la donna -. Però è giusto che paghi con l’ergastolo per quello che ha fatto, per una persona che uccide non servono altre aggravanti. Mia figlia lo considerava un amico. Io non ho mai avuto sentori che lui fosse violento, per quel poco che lo conoscevo mi fidavo. Non lo conoscevo a fondo, ma ho sempre pensato fosse una brava persona". La famiglia della vittima si era costituita parte civile al processo.

L'omicidio

Elisa fu uccisa il 25 agosto del 2019 da Massimo Sebastiani, operaio 45enne di Campogrande di Carpaneto. Un uomo del quale la giovane impiegata di Borgotrebbia, di soli 28 anni, si fidava ciecamente e con cui era solita trascorrere molto tempo insieme. I due avevano stretto amicizia quasi per caso e il loro rapporto, fino a quella drammatica domenica, sembrava fosse avulso da coinvolgimenti sentimentali. Così era stato fino a quando Sebastiani non si scoprì innamorato della ''sua Taty'' e, a seguito di un rifiuto, decise di ammazzarla.

Quel giorno di fine estate, i due erano a pranzo nel ristorante ''Il Lupo'', sul piacentino. Alle 14.45, l'operaio fu ripreso dalle telecamere di sorveglianza cittadina ad una stazione di benzina: era solo a bordo dell'auto. Probabilmente Elisa aveva già cessato di vivere mentre il suo aguzzino tentava di cancellare le tracce dell'omicidio appena commesso. "Volevo fare un giro con la mia ragazza ma lei non è voluta venire. Torno a lavorare in campagna", disse al proprietario del destributore. Il corpo martoriato di Elisa venne ritrovato 13 giorni dopo il misfatto in una campagna di Gropparello. Sebastiani fu arrestato il 9 settembre: "Io la volevo, era diventata un'ossessione per me", confessò agli inquirenti.

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