Il Pd fa festa. Ma scorda l'astensionismo

Grandi esultanze nel Pd: Letta parla di "elettorati fusi" ma Gualtieri a Roma chiude definitivamente le porte della giunta a Calenda e al M5s

Euforia del Pd per i risultati elettorali ma a vincere è stato l'astensionismo

Nei seggi, con gli scrutini ancora in corso, dalle parti del Nazareno qualcuno già stappava le bottiglie di spumante. Il centrosinistra è riuscito a conquistare sia Torino che Roma, due città che vengono strappate dal Pd al Movimento 5 stelle e non al centrodestra, che in entrambi i capoluoghi è riuscito ad arrivare al ballottaggio, superando i candidati dello schieramento in carica. Trieste, invece, il cui candidato uscente era di area centrodestra, è rimasta nelle mani del medesimo schieramento.

Poco più di un'ora dopo la chiusura dei seggi, Roberto Gualtieri si è precipitato a rilasciare la sua dichiarazione permeata di ipocrisia: "Sarò il sindaco di chi mi ha votato ma anche di chi non mi ha scelto, delle romane e dei romani. Sarò il sindaco di tutta la città". In attesa che Roberto Gualtieri confermi le sue parole nel corso del suo mandato con i fatti, rispettando la volontà dei romani, e non solo di una parte.

Intanto anche a questo secondo turno elettorale a vincere è stato il partito dell'astensionismo, che ha inciso per la maggioranza sul risultato del voto. A livello nazionale, infatti, l'affluenza è stata del 43,94%, in calo di quasi dieci punti rispetto al primo turno, quando era stata del 52,67%.

Ancora peggio, ben sotto la media nazionale, è stata l'affluenza a Roma, dove a votare è andato appena il 40.68% degli aventi diritto, in calo di 8 punti rispetto al turno precedente. L'esultanza di Roberto Gualtieri e di Simona Malpezzi, che ha condiviso uno scatto dal Nazareno, al momento non ha considerato il dato forte dell'astensionismo. Comunque vada, il candidato sindaco di Roma, così come quello delle altre città italiane, avrà preso i voti di una minoranza degli aventi diritto. Una vittoria spuntata, quindi, di cui però non si fa cenno in nessun commento entusiasta da parte del Pd, che preferisce tacere questo dato, che è ben più di una semplice nota a margine.

"Oggi abbiamo ascoltato gli elettori e gli elettori sono più avanti di noi. Gli elettorati si soni fusi, saldati e hanno consentito la vittoria del campo largo", ha detto Enrico Letta, che parla di "campo largo" lasciando intendere che il Pd abbia vinto grazie alle alleanze. Ma le sue parole sono già state smentite da Roberto Gualtieri che, in merito al possibile coinvolgimento di Calenda o del M5s in giunta, ha ribadito: "Dialogherò con tutti ma sulla giunta vale quello che ho detto in campagna elettorale". Ossia, niente spazio per loro nella sua giunta.

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