Fase 2, ecco la nuova autocertificazione per gli spostamenti

Il Viminale ha spiegato che può comunque essere ancora utilizzato il precedente modulo barrando le voci non più attuali. Ecco tutte le regole della fase 2

Fase 2, ecco la nuova autocertificazione per gli spostamenti

Da quando è iniziata l'emergenza coronavirus in Italia, tra Dpcm, ordinanze e autocertificazioni è tutto un gran caos. E con le nuove misure per la fase 2, le cose non diventeranno più semplici, anzi. Da domani, 4 maggio, entra in vigore il Dpcm del 26 aprile che dovrebbe far ripartire un gran parte delle attività produttive e industriali. Le restrizioni si allenteranno solo in parte e il Viminale ha cercato di fare chiarezza proprio in queste ore.

Oltre a tutto questo, si aggiunge un nuovo modulo di autocertificazione per gli spostamenti (scarica qui il nuovo modello). Negli ultimi mesi, per uscire di casa lo tenevamo sempre in tasca. Un documento dopo l'altro si è arrivati alla fase 2 ed ecco che il Viminale ha messo a disposizione un altro modello. Ma attenzione, può ancora essere utilizzato il precedente documento. Come? Basterà semplicemente barrare le voci non più attuali. Ad ogni modo, per non creare confusione, è meglio stampare la nuova autocertificazione che sarà comunque in possesso degli operatori di polizia e potrà essere compilata anche al momento del controllo.

In realtà, il nuovo documento non mostra grandi differenze rispetto a quelli precedenti. Riempiendo il modulo, si dichiara di essere a conoscenza delle normative vigenti e si sceglie una delle opzioni per l'uscita: lavoro, assoluta urgenza, situazione di necessità, motivi di salute. A questo elenco puntato, seguono sei righe in bianco in cui il cittadino può specificare la ragione dello spostamento (per rispetto della privacy non devono essere indicate le generalità dei congiunti dai quali si va in visita. Basterà inserire soltanto il grado di parentela senza fare alcun riferimento all'identità).

Il primo testo, da stampare ed esibire alle forze dell'ordine, era stato pubblicato lo scorso 10 marzo e poi modificato una settimana più tardi, il 17 marzo. Un nuovo modello è stato poi diramato il 23 marzo e solo tre giorni dopo ecco una nuova autodichiarazione. "Sono state fatte ironie - aveva dichiarato il capo della Polizia Franco Gabrielli -, ma cambiano le disposizioni e noi dobbiamo aggiornare il modulo, anche per intercettare" i quesiti che arrivano dai cittadini. "Non lo facciamo perché non sappiamo cosa fare, ma per aggiornarci alle nuove disposizioni", aveva poi aggiunto. Se non dimentichiamo altri moduli, quello del 26 marzo dovrebbe essere l'ultimo. E oggi, a poche ore dalla fase 2 ecco che compare un nuovo modello. Resta comunque in vigore, precisiamo di nuovo, anche l'autocertificazione precedente. Nella circolare inviata dal Viminale ai prefetti sulle nuove misure per la fase 2, in vigore da domani e fino al 17 maggio, non viene citato espressamente il modulo di autocertificazione da esibire al momento dei controlli ma il documento potrà comunque essere richiesto dalle forze dell'ordine.

4 maggio: le cosa da sapere per uscire di casa

Il Viminale ha fatto chiarezza su cosa sarà possibile fare e cosa sarà ancora vietato nella fase 2. Dopo l'ultima conferenza del premier Conte ci sono state diverse critiche e così il ministero dell'Interno ha trascorso gli ultimi giorni a fare precisazioni. A creare confusione è stato soprattutto il termine "congiunti". "La definizione ricomprende i coniugi, i rapporti di parentela, affinità e di unione civile, nonché le relazioni connotate da duratura e significativa comunanza di vita e di affetti", si legge in una circolare del ministero. E questo apre alla possibilità di incontri anche tra fidanzati.

Nel documento viene poi ribadito il divieto di spostarsi oltre i confini della Regione in cui ci si trova, fatta eccezione per motivi di salute, lavoro o di emergenza. Sarà possibile fare rientro al proprio domicilio o residenza, ma poi non si potrà varcare di nuovo il confine della Regione, salvo legittime motivazioni.

Da domani potranno tornare a svolgersi le funzioni funebri, purché vi partecipino i congiunti per un massimo di 15 persone. "Con funzioni da svolgersi preferibilmente all'aperto, protezioni di vie respiratorie e rispettando rigorosamente la distanza di sicurezza di un metro", si legge nella circolare inviata dal Ministero dell'Interno a prefetti, protezione civile e altri Dicasteri.

Per quanto riguarda i negozi restano sospese tutte le attività commerciali ad eccezione di quelle di generi alimentari e di prima necessità. Resteranno aperte quindi edicole, tabaccai, farmacie e parafarmacie. A queste, si aggiungeranno le attività di vendita di fiori, piante, semi e fertilizzanti. Ristoranti e bar continueranno a essere chiusi al pubblico ma potranno dedicarsi al servizio a domicilio e alla ristorazione da asporto "fermo restando l'obbligo di rispettare la distanza di sicurezza e il divieto di consumo all'interno del locale o di sostare nelle immediate vicinanze".

Viene confermato il divieto di assembramento, sia in luoghi pubblici che privati. Da lunedì però sarà possibile accedere ai parchi pubblici o ai giardini a patto che vengano rispettate le distanze di sicurezza e siano indossate le mascherine.

Nella circolare del Viminale si legge inoltre che "è consentita, anche agli atleti e non, di discipline non individuali, come a ogni cittadino, l'attività sportiva individuale, in aree pubbliche o private, nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri e rispettando il divieto di ogni forma di assembramento".

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