L'attentatore di Berlino ucciso in una sparatoria nel Milanese

Era appena arrivato in treno dalla Francia. Fermato da una volante a Sesto San Giovanni, Anis Amri ha sparato agli agenti urlando "Poliziotti bastardi". Ed è stato ucciso

L'attentatore di Berlino ucciso in una sparatoria nel Milanese

Non è una sparatoria qualunque quella che la notte tra giovedi e venerdi ha insanguinato le vie di Sesto San Giovanni, città alle porte di Milano. Un immigrato, fermato della polizia per un banalissimo controllo stradale, urla "Allahu akbar" e inizia a sparare all'impazzata contro i poliziotti che, rispondendo al fuoco, lo freddano sul posto (guarda la gallery). Il cadavere viene subito riconosciuto: è Anis Amri, l'attentatore di Berlino che con un tir lanciato su un mercatino di Natale ha ammazzato dodici persone.

Mentre la Germania gli sta dando la caccia per tutto il Paese, Amri prende un treno, arriva in Francia e poi, da lì, raggiunge l'Italia senza che nessuno si accorga di nulla. Nei giorni scorsi l'Europol aveva diramato un mandato di cattura internazionale. Si temeva già che il tunisino avesse lasciato il suolo tedesco. Nessuno, però, pensava che stesse facendo rotta verso l'Italia. Nel nostro Paese ci aveva già vissuto a lungo. Aveva persino scontato tre anni di carcere per aver dato alle fiamme il centro di prima accoglienza di Lampedusa. E lì si era radicalizzato. Intorno alle 3 di notte è stato avvistato in piazza Primo Maggio, vicino alla stazione di Sesto San Giovanni, dalla volante "Alpha 6".

Secondo la prima ricostruzione della questura, Anis Amri stava camminando quando è stato affiancato da una volante. Alla richiesta di mostrare i documenti, ha estratto una pistola calibro 22 dallo zaino e ha sparato ai due agenti urlando "Poliziotti bastardi". Ne è nata una feroce sparatoria. Gli agenti hanno avuto la meglio e il tunisino è stato ammazzato con un colpo al costato. A ucciderlo è stato Luca Scatà, 29enne agente in prova al commissariato di Sesto San Giovanni, con nove mesi di servizio. Nella sparatoria, però, è rimasto ferito Cristian Movio, agente scelto di 36 anni. Un proiettile lo ha, infatti, raggiunto alla spalla. Non è nulla di grave ma è stato comunque portato all'ospedale San Gerardo di Monza.

Amri non aveva con sé documenti, ma nel suo zaino sarebbe stato trovato un biglietto del treno dalla Francia. Evidentemente era appena arrivato in Italia. La zona della sparatoria, cioé piazza Primo Maggio, è adiacente alla stazione ferroviaria. L'anti terrorismo milanese ha effettuato il riconoscimento attraverso le impronte digitali e ha riscontrato che la calibro 22 che ha ferito Cristian è la stessa pistola usata durante la stage di Berlino. Adesso si cerca di capire se l'attentatore fosse ripiegato in Italia perché sapeva di avere una cellula islamista pronta a coprirlo.

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