Fermato romeno che ha ucciso un connazionale in via Padova

Trovato a Pavia il responsabile, un 30enne con precedenti per tentato omicidio

Fermato romeno che ha ucciso un connazionale in via Padova

Si nascondeva a Pavia, dove aveva trovato appoggio in un ditta in cui in passato aveva anche lavorato, senza che i colleghi e il titolare fossero al corrente di quanto successo. Qui lo hanno trovato lunedì mattina le forze dell'ordine che stanno indagando sulla morte in via Padova di un romeno di 43enne, Stefan Maxim, morto dopo essere stato colpito da un pugno durante una rissa nella via che è considerata una delle più multietniche di Milano e non di rado problematica.

L'uomo che la polizia milanese ha fermato è anche lui un romeno, di 30 anni, con alle spalle precedenti per rapina e per tentato omicidio. Nel 2016 era stato arrestato per avere accoltellato un sudamericano con cui divideva un appartamento.

Il 27 aprile l'uomo si trovava in via Padova insieme a Maxim e a tre ragazze, tutte connazionali, non lontano da un bar all'altezza del numero 179. Quando una lite è esplosa tra il 43enne e le donne, intorno alle 21.30, il fermato lo ha colpito con un pugno al volto, che lo ha fatto cadere a terra.

Portato all'ospedale San Raffaele in codice verde, l'uomo è poi morto intorno all'1.30 di notte, quando le sue condizioni si sono aggravate per le conseguenze di un'emorragia celebrale. Il responsabile ha già ammesso le sue colpe agli agenti della Mobile ed è accusato di omicidio preterintenzionale.

La stessa notte una coppia di nordafricani ha messo a segno quattro rapine tra Cinisello Balsamo e Milano, uccidendo una persona e ferendone altre tre per privarle dei loro effetti personali.

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