Dentro la galassia no vax: così cresce la violenza su Telegram

Abbiamo fatto un viaggio nelle chat di no vax e no pass dove si organizza la protesta. Tra ironia e "leoni da tastiera" preoccupano i messaggi di violenza

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"Se avete personaggi criminali da segnalare, inviate nei commenti tutti i suoi contatti, numero, indirizzo, con prova di cosa ha fatto con il link". Sono questi i requisiti per finire schedati dai no vax. Si organizzano sui gruppi Telegram, si danno appuntamento per scioperi e manifestazioni "organizzate dal popolo", senza sigle politiche o sindacali.

Abbiamo provato a fare un viaggio tra queste chat per capire chi le popola e come si organizza. Si parte dai vari gruppi "IoApro", quelli formati per lo più da ristoratori che durante il lockdown hanno protestato contro le restrizioni più dure. È qui che è nata la mappa di locali che prima hanno servito i clienti al tavolo e ora si vantano di non chiedere il Green pass. Ma la "pagina" più corposa è quella denominata "Basta dittatura". Al momento conta circa 42mila utenti. Di questi i veri "no vax" saranno probabilmente meno, dal momento che diversi sono entrati a curiosare o prendere in giro quando il gruppo è stato citato anche da stampa e tv. Di certo sono ben meno dei 42milioni e passa che in Italia hanno ricevuto la prima dose.

Un popolo variegato, che raccoglie diverse anime e su cui soffiano i soliti antagonisti. Ma resta una minoranza piuttosto rumorosa che sta però catalizzando l'attenzione del Paese. Impossibile non preoccuparsi quando dalle proteste pacifiche in piazza si arriva al devastare banchetti elettorali o a pestare giornalisti. O a stilare delle vere e proprie "liste di proscrizione" di chi osa raccontare la verità sui vaccini e sia favorevole a quello che chiamano "passaporto schiavitù". "Siamo contro i criminali della dittatura, che impongono e collaborano con la dittatura", scrivono a caratteri cubitali.

E cosa propongono per combattere questa presunta dittatura? "Farli cagare sotto", dicono senza mezzi termini. Spaventarli, cercare i loro contatti e in particolare gli indirizzi di casa, diffonderli per consentire a chi può di stanarli sotto casa. Così c'è chi diffonde il numero di cellulare di Bassetti e Pregliasco, chi fotografa il citofono del governatore del Piemonte, Cirio, chi pubblica l'indirizzo di casa di Bonaccini. E chi si chiede: "Qualcuno sa dove sta di casa Speranza?". "Speranza è di Potenza ma non so se abita li oppure a Capalbio o limitrofi....in regioni risse comunque", gli risponde un altro inciampando in più di uno strafalcione. E un altro incalza: "Ragazzi. Servono indirizzi o numeri per gente come Draghi, Zingaretti, GIORNALISTI".

Pure lo stalking - reato che comporta fino a sei anni di reclusione - diventa un "divertimento". "Mandateci poi video e registrazioni audio per far divertire gli altri", dicono gli organizzatori. E qualcuno suggerisce il più classico degli scherzi: "Con i numeri di cellulari di 'sti fenomeni, iscriversi a siti per scambi etero ed omosessuali così vengono inondati di messaggi". Anche se c'è chi chiede di usare toni pacati per evitare denunce: "Attenzione a non usare toni minacciosi, giochiamo sui periodi ipotetici: si ipotizza che, forse che o sugli interrogativi", consigliano, "Per esempio: mi chiedo se lei è venuto meno al giuramento di Ippocrate oppure forse lei è venuto meno al giuramento di Ippocrate? In modo che pur non incidendo sul contenuto evitiamo possibili segnalazioni o denunce".

Ma se in un primo momento sono stati i due virologi più famosi ad essere bersagliati, da ieri è partito un vero e proprio schedario: da Palazzo Chigi ai sindacati, dal medico che non fa entrare i vaccinati ai singoli giornalisti, dagli ospiti delle trasmissioni ai politici, dai rettori pronti a chiedere a tutti il Green pass, a cantanti e influencer. Ogni nome è corredato da tutti i riferimenti per subissarlo di mail, telefonate o per rintracciarlo di persona. E dagli insulti più beceri: "Ciccione", "talebano", "venduti", "leccaculi". Se la prendono con tutti, pure con Matteo Salvini e Giorgia Meloni, rei di essersi vaccinati: "Eccole le merde della finta opposizione".

E poi le "class action" improvvisate. Come quella contro Ryanair che "fa propaganda al passaporto schiavitù e dice che con esso si viaggerà più facilmente". La soluzione? Inondare di messaggi i vertici della compagnia per minacciarli: "Ditegli che se richiederanno pass schiavitù e test negativo per viaggiare, non comprerete più i loro biglietti. Scrivete preferibilmente in inglese, usate il traduttore". Come se potessero infrangere le norme europee a cuor leggero.

Non mancano i consigli pratici su come mettersi in malattia non andare al lavoro dove è richiesto il Green pass con "motivo stress da lavoro stato ansioso". Oppure altre problematiche "meglio se non sospette di Covid, dunque non febbre tosse", ma "tendine della cuffia rotatoria, problemi alla colonna vertebrale, cervicale ecc. ecc.". Così come tra strafalcioni ("Siamo sulla trattoria giusta") e ironia, non manca il "controcomplotto": "Ma secondo voi chi ha organizzato il blocco delle stazioni ferroviarie?", si legge in un commento poi cancellato, "Molto più probabilmente chi invece vuole screditare le proteste e così permettere al Regime di dare un giro di vite alle libertà di dissenso".

Non sappiamo quanti di questi si lascino andare a sfoghi solo perché ben nascosti dietro la tastiera e quanti passerebbero davvero ai fatti. Di certo la violenza che traspare da alcuni messaggi fa paura e non va minimizzata. "Non dimenticate il mortadella...", dice qualcuno, "È stato lui a fare il via alla fase finale ed è anziano e c'è il rischio che crepi prima di pagare le sue colpe...mi auguro vivamente di vederlo alla gogna in piazza Maggiore a ricevere sputi in faccia con la forca li accanto...il problema sarà come smaltire i corpi, ma credo che non sarà un problema". "Negli anni 70 abbiamo coltivato bene ora raccogliamo i frutti...", aggiunge un altro. E ancora: "Finalmente ci siamo arrivati!!! dobbiamo andare a prenderli a casa!!!".

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