Vogliono silenziare i giornalisti che non tifano per l'invasione

L'Ordine dei giornalisti ha siglato un nuovo protocollo con l'Associazione Carta di Roma, ente che riceve supporto dall'Open Society Foundations del finanziere George Soros

Vogliono silenziare i giornalisti che non tifano per l'invasione

L'immigrazione dovrà essere trattata e raccontata giornalisticamente secondo i dettami e le regole del politicamente corretto. Nei giorni scorsi, come riporta La Verità, che cita il comunicato ufficiale, è stato infatti siglato un protocollo d'intesa a Roma, presso la sede del Consiglio Nazionale dell'Ordine dei Giornalisti, dal presidente del Cnog Carlo Verna, dal direttore dell’Unar Triantafillos Loukarelis e dal presidente dell’Associazione Carta di Roma Valerio Cataldi che si pone l'obiettivo di "collaborare in ambito nazionale e internazionale su attività di reciproca formazione allo scopo di aggiornare ed arricchire la preparazione professionale per gli iscritti all’Ordine dei Giornalisti e per gli operatori della comunicazione sul fronte dei temi del razzismo, della xenofobia e delle discriminazioni".

La nuova stagione che ci attende dopo la pandemia, spiegano i promotori dell'iniziativa, sarà una sfida per tutti, "convinti che l’aver cura della correttezza e della accuratezza dell’informazione produce un lento crollo dei pregiudizi, delle generalizzazioni e delle discriminazioni". Giornalisti, operatori dell’informazione esperti, rappresentanti delle principali organizzazioni nazionali e internazionali potranno quindi "partecipare a iniziative congiunte di studio, e ricerca, a corsi e seminari formativi organizzati congiuntamente dal Cnog, dall’Unar e dall’Associazione Carta di Roma". Gli incontri di studio, sottolineano, "potranno promuovere l’elaborazione di analisi, report e approfondimenti su specifici argomenti d’interesse comune".

Il dubbio è che questo protocollo sia un filo di parte, per usare un eufemismo, tenendo conto del background politico-ideologico dell'Associazione Carta di Roma. Fondata nel dicembre 2011 per "dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione", siglato dal Consiglio Nazionale dell’Ordine dei Giornalisti (Cnog) e dalla Federazione Nazionale della Stampa Italiana (FNSI) nel giugno del 2008, il sodalizio, che "lavora per diventare un punto di riferimento stabile per tutti coloro che lavorano quotidianamente sui temi della Carta, giornalisti e operatori dell’informazione in primis", collabora con il mondo dell'associazionismo di smaccatamente di sinistra e pro-immigrazione: Arci, Associazione 21 luglio, Asgi - Associazione per gli Studi Giuridici sull'Immigrazione, Articolo 21, Centro Astalli, Consiglio italiano per i rifugiati, Redattore sociale.

Dopotutto, la stessa Associazione Carta di Roma conferma di ricevere supporto dall'Open Society Foundations, l'organizzazione filantropica fondata dal finanziere e speculatore George Soros, uno dei più importanti donatori del Partito democratico Usa, avversario politico e nemico giurato dei sovranismi in tutto il mondo. Insomma, più "partigiani" di così su un tema complesso e delicato come quello dell'immigrazione non si può essere. Dunque, se queste sono le premesse e gli enti coinvolti, quando si parla di "correttezza" e "accuratezza" dell'informazione cosa si intende? Non serve un detective per scoprirlo: seguire le regole imposte dal politically correct imperante e da un'ideologia pervasiva che impone la sua visione "no borders" del mondo e vede l'immigrazione di massa come una cosa buona e giusta.