Green pass, cambia tutto per chi ha la terza dose

Estensione illimitata del green pass a chi ha la terza dose: è questa la novità prevista dal governo ma non ancora approvata in attesa dell'elezione del Presidente della Repubblica

Green pass, cambia tutto per chi ha la terza dose

Il green pass potrebbe avere una durata illimitata per chi ha fatto la terza dose del vaccino anti-Covid: è quanto trapela da fonti del governo in attesa di sapere dall'Agenzia Europea dei Farmaci (Ema) e dalla nostra Aifa se e quando sarà necessaria la somministrazione di una quarta dose. La decisione, però, non è ancora stata presa: probabile che si attenda l'elezione del Presidente della Repubblica.

Cosa cambia

Insomma, chi ha già ricevuto la dose booster non dovrà più fare nessun conto alla rovescia, il green pass non scadrà più. Discorso diverso, invece, per chi ha completato soltanto il ciclo vaccinale (due dosi): la durata del certificato verde sarà di sei mesi da 1° febbraio, decorsi i quali sarà necessario ricorrere alla dose aggiuntiva. Come riporta il Corriere, è stata scelta questa misura perché molte autorizzazioni scadranno già nelle prossime settimane dal momento che la terza dose era già stata autorizzata a settembre e non ci sono, come detto, indicazioni per farne una quarta.

Le misure dal 1° febbraio

Intanto, dal 1° febbraio fino alla data di cessazione dello stato di emergenza (31 marzo 2022), l'accesso fisico agli uffici pubblici (sportelli Inps compresi) sarà consentito soltanto se si è in possesso di green pass di base come stabilito dal decreto-legge n.1 del 7 gennaio 2022. Queste norme non saranno applicate ai bambini al di sotto i 12 anni e ai soggetti esenti sulla base di idonea certificazione medica. Come abbiamo scritto sul Giornale.it, chi non potrà recarsi all'Inps perché sprovvisto di certificato, può accedere ai servizi dell'Ente anche tramite altre modalità come il contatto telefonico oppure il web-meeting, che può essere scelto al momento della prenotazione agli sportelli.

La "guerra" dei tabaccai

Una delle questioni più delicate e di attualità riguarda quella dei tabaccai, che dal 1° febbraio potrebbero chiudere le serrande per protestare contro l'obbligo di controllo del certificato verde. Si prepara, così, un braccio di ferro con il governo. "Abbiamo avviato una trattativa - ha affermato il presidente nazionale della Federazione Italiana Tabaccai, Giovanni Risso - e a breve incontreremo il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni". La questione, secondo il presidente, è basato sul buonsenso e non sul principio. "Capiamo l'importanza del Green Pass come ostacolo al diffondersi dei contagi e, soprattutto, come stimolo alla vaccinazione anche per i più recalcitranti", ha continuato Risso.

Cosa accade al turismo

Il governo sta valutando la richiesta del presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, che ha chiesto che venga riconosciuto il green pass anche ai turisti stranieri che vogliono trascorrere un periodo di vacanza sulle Alpi. Molto preoccupato, invece, è Giorgio Palmucci, presidente dell'Enit (Agenzia nazionale del turismo), che intervistato da AdnKronos afferma che "il problema per il sistema turismo è che per venire in Italia anche dai paesi europei, anche se si è vaccinati e si ha il green pass, è necessario fare il tampone. Questo comporta appesantimenti e difficoltà" per le aziende ricettive.

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