Guerra tra uguali

Ma dove vuole andare a finire Conte, se non tra le braccia di Elly Schlein?

Guerra tra uguali

Ma dove vuole andare a finire Conte, se non tra le braccia di Elly Schlein? Checché ne dica l'ex avvocato d'affari e del popolo (che nel populismo ha trovato un vero affare) sono promessi sposi nelle urne. Magari sarà un matrimonio più d'interesse che di passione e la luna non sarà esattamente di miele, ma il destino è manifesto. Quindi tutte le dichiarazioni di Conte per prendere le distanze dalla segretaria dem, come ha fatto giustappunto ieri, sono solo scaramucce e schermaglie.

Diversivi che non necessitano di raffinati politologi per essere smontati, ma che nella mente acuta del suo ideatore servono a dissimulare l'evidenza che i due partiti sono di fatto sovrapponibili. Sia il Movimento 5 Stelle contiano che il Pd di Elly hanno inserito la freccia a sinistra sui temi economici e dei diritti civili, sull'estremismo ecologista, sull'ossessione antifascista e persino sulla questione ucraina - al netto di qualche malumore del Partito Democratico - corrono lungo la strada del pacifismo a tutti i costi. Politicamente Elly e Giuseppi sono due gemelli omozigoti in posti diversi. E sono talmente interscambiabili che potrebbero invertirsi i ruoli, anzi forse funzionerebbero meglio: lei (almeno nella prima fase: quella «a.a», «avanti armocromista») sembra uscita da uno dei primi meetup, movimentisti e ruspanti, di Beppe Grillo e lui, con pochette e collo alto, potrebbe tranquillamente entrare al Nazareno senza destare stupore alcuno. Anche se qualche sospetto potrebbe esserci, dato che ultimamente sono più quelli che escono di quelli che entrano nella sede del partitone rosso (vedi Cottarelli). Torna tutto ed è tutto naturale, anche perché, come ammise lo stesso Conte nel 2018, lui il Pd lo ho votato per anni. E lei invece, che al Pd si è iscritta giusto in tempo per occuparne la segreteria, non ci sentiamo di escludere che nel segreto dell'urna qualche volta abbia tracciato una X sul simbolo pentastellato. Insomma, troppo simili per andare in giro in coppia, come le amiche che non vogliono vestirsi uguali alla stessa festa.

Dunque è necessario imbastire la finzione di una diversità e darsi un'identità, anche se non la si ha. Alle prossime elezioni comunali corrono insieme solo in quattro capoluoghi su tredici. Ma pensarli divisi è solo un errore di prospettiva. Cosa faranno, secondo voi, al secondo turno? Ecco, appunto: riproporranno la collaudata macchina da sconfitte giallorossa.

Che poi nasconderanno in garage per le europee del prossimo anno e metteranno nuovamente in moto per le lontane elezioni politiche. Ma, ammesso che la batteria sia ancora carica, una vettura con due conducenti sbanda (sicuramente a sinistra). E poi finisce fuori strada.

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