Chiude l'hotspot di Messina: "I migranti saranno trasferiti"

L’hotspot è finito al centro di proteste e polemiche dopo le fughe di migranti dalla struttura, al punto che il sindaco di Messina ha annunciato, dopo il 24 agosto, manifestazioni eclatanti se non fossero presi provvedimenti

Chiude l'hotspot di Messina: "I migranti saranno trasferiti"

Lo scontro politico tra l'esecutivo romano e il governo Musumeci a causa dell'emergenza migranti continua imperterrito da giorni. Ma arriva una buona notizia per la Sicilia ed esattamente per la città di Messina. Da domani, giovdì 27 agosto ndr, il centro di accoglienza della caserma Gasparro di Bisconte sarà chiuso. L’esito dei tamponi effettuati per i 40 migranti che ancora si trovano lì ha dato esito negativo, quindi da domani saranno trasferiti in altre località. A darne la notizia è il sindaco della città dello Stretto Cateno De Luca.

“L'ordinanza che ho fatto il 15 luglio scorso è vero che è stata impugnata dalla Prefettura di Messina però si è aperto un confronto e una collaborazione che ha portato prima alla chiusura dell’hotspot e nelle prossime ore anche alla chiusura del centro di accoglienza. Questo ci porta a ribadire che alla fine, dal confronto-scontro, quando si danno dei termini congrui per poter raggiungere l'obiettivo, ne beneficiano tutti. Per me dunque, la vicenda dell'ormai ex hotspot e dell'ormai ex centro di accoglienza di Bisconte può ritenersi chiusa, con un impegno che è stato mantenuto”. Afferma attraverso una sua nota.

Abbiamo scongiurato il rischio – conclude il sindaco peloritano - di mantenere una struttura che ha messo a repentaglio la pubblica e privata sicurezza. Ricordo che nell’arco di un mese, sono fuggiti da quella struttura oltre 50 migranti e ovviamente non potevamo accettare che questa situazione creasse un pericolo costante. Mantenere in vita una struttura che oltre a essere inadeguata era abusiva, sarebbe stato nocivo sia per i migranti che per la comunità locale. Ringrazio il Prefetto Librizzi per la celere comunicazione: andiamo avanti nel rapporto di sana collaborazione per il bene dei siciliani”.

Il primo cittadino di Messina qualche settimana era stato molto critico nei confronti del ministro dell'Interno. "Cara ministro Lamorgese, le avevo ribadito che la caserma Gasparro di Bisconte era un colabrodo e dunque non idonea all’accoglienza. Siamo alla quarta fuga. Ci sono 50 tunisini in giro per la città. Adesso basta, occorre chiudere definitivamente”. Così il sindaco di Messina Cateno De Luca annunciava la chiusura dell'hotspot. “Con queste politiche sbagliate state invadendo il nostro territorio – aggiunge – Le consiglio di continuare sulla linea della solidarietà, ma perché non porta i migranti in parlamento? Certamente lì saranno al sicuro, così siamo tutti più tranquilli. Va bene l’assistenza ma non a Messina, in questa struttura fatiscente”.

Da hotspot per migranti a vera e propria scuola per gli studenti: questo potrebbe essere il drastico cambiamento che riguarderebbe l'ex caserma, la quale da tempo è stata al centro delle polemiche per la fuga continua dei migranti e per i problemi di ordine pubblico. L'idea è del consigliere comunale di Messina Libero Gioveni, che sembra essere stata condivisa anche dal sindaco De Luca. Svuotando notevoli spazi all'interno del centro migranti, potrebbero essere utili ad ospitare gli studenti messinesi al rientro scolastico durante l'emergenza del coronavirus.

Nel frattempo sono ore convulse a Palazzo d'Orleans - sede della Presidenza del governo siciliano - dopo che l'esecutivo romano ha impugnato l'ordinanza di Nello Musumeci che prevede la chiusura degli hotspot e dei centri di accoglienza per migranti presenti sull'isola. Il ricorso sarebbe già stato notificato alla controparte e ne è in corso il deposito presso il Tar della Sicilia. Alla base dell'impugnazione la considerazione che la gestione del fenomeno migratorio è competenza dello Stato, non delle Regioni. "ll governo centrale vuole riaffermare la sua competenza sui migranti. Mi verrebbe da dire: bene, la eserciti pure e intervenga come non ha fatto in questi mesi - dice il governatore - La Sicilia difenderà la propria decisione davanti al giudice amministrativo. Ma nessuno pensi che un ricorso possa fermare la nostra doverosa azione di tutela sanitaria. Compete a noi e non ad altri. E su questa strada proseguiremo".

Spaventoso per il sindaco di Lampedusa Totò Martello, invece, il silenzio palese del Premier Giuseppe Conte in merito all'emergenza migranti in Sicilia e principalemente nella piccola isola siciliana. "A Lampedusa c'è assoluta necessità di ripristinare condizioni di 'normalità, a 360 gradi. Ci preoccupa il silenzio del presidente del Consiglio Conte sul tema delle migrazioni e delle regole dell'accoglienza". Ha affermato ai giornalisti Martello, che aggiunge: "Ho più volte fatto appello alle istituzioni affinché si dichiari lo stato di emergenza sull'isola fino ad ora questo appello è rimasto inascoltato. Mi auguro che il ministro Provenzano, con la sua sensibilità, si faccia portavoce al tavolo del governo nazionale per sostenere la nostra richiesta e le istanze della comunità lampedusana".

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