I corrimano della solitudine

I corrimano della solitudine

Tempi bui. Senza gloria e senza penitenza. Tuona la consulta regionale per la tutela dei diritti delle persone handicappate. Ed ecco che, tolto a furor di popolo, ritorna il corrimano sulla scalinata della cattedrale di San Lorenzo a Genova.

Ora l'arnese non è laterale ma centrale; ed è brutto come prima. Le nuove necessità e le richieste giustamente compassionevoli trasformano i volti dei monumenti. E le «consulte» decretano la subordinazione della bellezza all'utilità. È giusto! Come contraddirle, assumendo la posizione dei senza cuore? La cattedrale di Genova ha celebrato i nove secoli di vita. Ma in tutti questi secoli come hanno fatto i fedeli a entrare in chiesa? La difficoltà d'accesso ha respinto i credenti? L'insensibilità ha dominato ignorando il problema? Ora, la Chiesa è misericordiosa e i corrimano sono utili.

Ma piuttosto che strumenti meccanici, non sono l'amore e la solidarietà che possono aiutare chi ha un limite fisico? La nostra religione non è quella dell'amore per gli altri? Vedendo corrimano di varia natura, sedie meccaniche applicate a scalinate storiche, mi sono sempre chiesto: quante persone li usano? E dove sono gli altri? E come passa una persona impedita nei movimenti da una carrozzella al letto? Qualcuno lo aiuta. Ecco: qualcuno lo aiuta. Non c'è luogo dove questo possa accadere con più logica e coerenza di una chiesa. Due uomini che ti sorreggono e ti accompagnano. Per amore, come sempre è stato nei secoli. Non i corrimano della solitudine.