I disabili nelle paritarie non dovranno più pagare l'insegnante di sostegno

Finalmente la libertà di scelta educativa dei genitori, nell’ambito del Servizio Nazionale di Istruzione - cioè tra scuola statale e paritaria - può esercitarsi senza dover pagare rette aggiuntive e discriminanti

I disabili nelle paritarie non dovranno più pagare l'insegnante di sostegno

È deciso: i bambini disabili potranno frequentare le scuole pubbliche paritarie, senza dover pagare il docente di sostegno. Non solo: con l’apporto aggiuntivo di Regioni e Comuni potranno sceglierle liberamente e frequentarle senza l’onere aggiuntivo delle rette, avendo già corrisposto le imposte.

Finalmente, prioritariamente per i bambini più svantaggiati, la libertà di scelta educativa dei genitori, nell’ambito del Servizio Nazionale di Istruzione - cioè tra scuola statale e paritaria - può esercitarsi senza dover pagare rette aggiuntive e discriminanti.

Occorre proseguire nella battaglia culturale ed educativa perché speditamente si arrivi a che tutte le famiglie italiane possano scegliere la scuola paritaria senza discriminazione, come accade in tutti i Paesi democratici avanzati. Le scuole paritarie non solo non temono, ma addirittura auspicano controlli numerosi ai sensi della L. 62/200 da parte di Aziende Sanitarie Regionali, NAS, Agenzia delle Entrate.

Di più: per una Scuola Pubblica che ritorna ad essere al centro del Paese non bastano più le briciole: occorre un intervento di sistema e sistemico che prenda in considerazione tutto il Sistema Nazionale di Istruzione.

Di seguito, sono indicate una “pietra miliare” (1) e una deduzione logica (2)

1) Il Ministro Patrizio Bianchi, sostenuto da un Governo di unità nazionale, il 12.03.2021 ha firmato il decreto che stanzia 513.734.589 euro per i 900 mila allievi (circa 570 euro ad allievo) che frequentano le scuole paritarie. A queste risorse si aggiungono 113,4 Mln di euro destinati a favorire l’inclusione degli alunni e delle alunne con disabilità. Per questi ultimi è stata ottenuta la copertura ai sensi del costo standard di sostenibilità per allievo:

Per gli allievi disabili il decreto stanzia circa 8mila euro per allievo. A questi vanno aggiunti i contributi erogati dalle Regioni, dai singoli Comuni. Il Comune di Milano, ad esempio, stanzia euro 500,00 per gli allievi disabili della Scuola dell’Infanzia. La Regione Lombardia, stanzia euro 3.000,00 per gli allievi disabili dalla Scuola Primaria alla Scuola Secondaria di II grado.

Questa tabella vale per tutte le scuole della Nazione. È da integrare con i contributi riconosciuti dalle singole Regioni e dai singoli Comuni; una prima tabella excel è stata elaborata per ogni Regione (link);

2) Conseguita la libertà di scelta educativa per gli allievi disabili, ne consegue logicamente che occorre puntare al diritto di apprendere senza discriminazioni economiche, soprattutto per gli allievi più poveri per scongiurare la deprivazione culturale, ridurre le diseguaglianze e il divario fra il Nord e il Sud.

Ora dobbiamo andare avanti affinchè la libertà di scelta educativa sia possibile per tutti gli studenti e dalla tabella si evince con chiarezza che la libertà di scelta educativa è possibile grazie alla compartecipazione di tutti: Miur, Regioni, Province, Comuni, Chiesa. Soltanto un patto educativo globale può scongiurare la catastrofe formativa di milioni di studenti, non solo italiani.

Il Ministro Bianchi, che ha ricevuto il mandato di porre al centro del Paese la scuola, non declina, ma parla sempre e solo di “scuola”. Occorrerà abituarsi a intendere il termine nel senso di scuola pubblica, autonoma, libera, trasparente sotto lo sguardo garante dello Stato. È un cambio epocale: infatti, quando il ministro Bianchi firma il decreto che definisce i criteri e i parametri per l’utilizzo dei 61.944.000 euro destinati all’ampliamento dell’offerta formativa, chiarisce che saranno utilizzati dalle scuole anche per mettere in campo azioni mirate in risposta ai problemi determinati dalla pandemia, soprattutto nelle aree maggiormente disagiate del Paese.

Conseguenze: libertà educativa ai genitori, autonomia alla scuola, pluralismo educativo sotto lo sguardo garante dello Stato, necessaria trasparenza, pubblicità dei bilanci e rendicontazione dei contributi. Sarà la morte delle scuole malavitose: è il solo termine per definire i diplomifici e i postifici che si nutrono delle speranze dei giovani rubando loro il futuro. Non sono numerose, ma una è già troppo.

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