Cronache

Impugna un bastone contro i parenti e aggredisce un carabiniere

Il 60enne ha scaraventato a terra il militare che ha riportato un trauma cranico-cervicale giudicato guaribile in una quindicina di giorni

Impugna un bastone contro i parenti e aggredisce un carabiniere

Attimi di terrore nella mattinata di Pasqua a Rodi Garganico (Comune in provincia di Foggia). I Carabinieri della locale stazione hanno tratto in arresto Mario Mongelluzzi, 60 anni per i reati di violenza, resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. In seguito ad una segnalazione, i militari sono accorsi nei pressi di un'abitazione dove l'uomo, in uno stato di estrema agitazione, impugnava un bastone e minacciava di morte alcuni suoi parenti. Inutili i tentativi di calmarlo. Nel momento in cui anche gli uomini dell'Arma gli hanno suggerito di ragionare e di gettare il bastone, Mongelluzzi si è scagliato contro gli stessi e li ha violentemente aggrediti. Scaraventato con forza bruta a terra, uno dei carabinieri ha battuto la testa al suolo. Nonostante il colpo, il brigadiere è riuscito a riprendersi e, con l'aiuto di un collega precipitatosi in suo soccorso, ha immobilizzato e ammanettato il 60enne che continuava imperterrito a insultarlo e a minacciarlo.

Il militare è stato poi trasportato all'ospedale "Casa Sollievo della Sofferenza" di San Giovanni Rotondo per le cure del caso e qui gli è stato diagnosticato un trauma cranico-cervicale giudicato guaribile in una quindicina di giorni. Profondo lo sconcerto di una delle donne presenti all'aggressione che ha denunciato un sempre più diffuso stato di omertà:

"I carabinieri sono intervenuti per soccorrermi. Tutto è successo sotto gli occhi di molte persone, ma nessuno è intervenuto. Mi sento responsabile per questa situazione: i carabinieri rischiano tanto per aiutarci e poi gli si girano le spalle. Vergogna!"

Colta la gravità del gesto e la pericolosità del soggetto, la Procura della Repubblica di Foggia, in accordo con il GIP, ha stabilito la misura cautelare idonea. Mongelluzzi è stato così confinato agli arresti domiciliari presso la propria abitazione.

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