Open Arms, i pm insistono contro Salvini. E spunta pure Gere

Matteo Salvini in aula per la prima udienza del processo che lo vede imputato con le accuse di abuso di ufficio e sequestro di persona

Open Arms, i pm insistono contro Salvini. E spunta pure Richard Gere

È iniziata all'interno dell'aula Bunker B2 del carcere Pagliarelli di Palermo la prima udienza del processo Open Arms, il quale vede imputato l'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il segretario del Carroccio è accusato di sequestro di persona e abuso di ufficio.

La vicenda è nata nell'agosto 2019, proprio negli ultimi giorni di vita del governo Conte I, che vedeva Salvini quale titolare del Viminale. La nave Open Arms, dell'omonima Ong spagnola, dopo aver trascorso diversi giorni a largo di Lampedusa con diversi migranti a bordo, è stata fatta sbarcare a seguito del sequestro decretato dal procuratore di Agrigento, Luigi Patronaggio.

Il mezzo dell'Ong in quelle settimane, contrassegnate anche da altre vicende relative al braccio di ferro tra Salvini e le navi umanitarie, ha chiesto più volte di entrare in Italia. Dal Viminale però non sono arrivate le autorizzazioni, anche in virtù delle norme previste dal secondo decreto sicurezza approvato l'8 agosto 2019.

Dopo la visita a bordo dello stesso Patronaggio e lo sbarco della Open Arms, ad Agrigento è stato aperto un fascicolo nei confronti di Salvini. L'inchiesta è poi passata per competenza a Palermo, dove si è insediato il Tribunale dei Ministri. Il resto è storia ben nota. Nel febbraio 2020 lo stesso Tribunale palermitano ha chiesto al Senato di procedere contro Matteo Salvini. Il 30 luglio Palazzo Madama ha dato il via libera al procedimento.

A seguito di diverse udienze preliminare svolte all'interno dell'aula bunker del carcere Ucciardone, ad aprile il gup ha deciso per il rinvio a giudizio per Salvini. Un epilogo diverso rispetto al caso, da molti ritenuto gemello, relativo alla nave Gregoretti.

La difesa di Salvini

A inizio settembre la prima mossa del collegio difensivo dell'ex ministro, guidato dall'avvocato Giulia Bongiorno, è stata quella di chiedere alla procura di Trapani gli atti dell'inchiesta sulle Ong avviata nel 2017. Appare chiaro quindi il tentativo di mettere in correlazione le varie vicende riguardanti i comportamenti delle Ong in corso in Sicilia.

Ma il vero obiettivo della difesa di Salvini è quello di mostrare le similitudini con il caso Gregoretti, per il quale il segretario del Carroccio è stato scagionato nei mesi scorsi. In quell'occasione il procedimento si è svolto a Catania e riguardava lo stop allo sbarco dei migranti a bordo della nave Gregoretti decretato nel luglio 2019.

La procura etnea ha chiesto l'archiviazione, il gup Nunzio Sarpietro l'ha stabilita nell'ultima udienza preliminare. Quella sentenza oggi è stata ricordata in una nota della Lega inviata alle agenzia. “Il gup di Catania ha già smontato le accuse all'ex ministro dell'Interno Matteo Salvini – hanno scritto dalla sede del Carroccio – Lo si legge chiaramente alle pagine 77, 78 e 79 della sentenza di non luogo a procedere pronunciata dal gup Nunzio Sarpietro per il caso Gregoretti”.

In quel documento, hanno rimarcato gli esponenti della Lega, ci sono anche riferimenti al caso Open Arms. “Così come ha scritto il giudice – si legge nella nota – Open Arms rimaneva per giorni tra le acque libiche e quelle maltesi, soccorrendo in tre diverse occasioni circa 130 persone, trasportandole, come detto, a Lampedusa, e dopo aver rifiutato lo sbarco di 39 migranti nell'isola di Malta, e dopo aver rifiutato due diversi Places of safety indicati dal governo spagnolo, prima in Algeria e poi nelle isole Baleari”.

In aula Giulia Bongiorno, poco dopo l'inizio dell'udienza, ha parlato della possibilità di ascoltare alcuni test richiesti dalle Ong. Il riferimento è soprattutto alla possibile testimonianza dell'attore Richard Gere. "Non abbiamo nulla contro la richiesta di deposizione dell'attore Richard Gere - ha dichiarato l'avvocato - anche se la riteniamo sovrabbondante".

Salvini per adesso si è fatto sentire via social. "Qui Aula di giustizia del carcere di Palermo - ha scritto su Twitter l'ex ministro - Il processo voluto dalla sinistra e dai tifosi dell'immigrazione clandestina comincia: quanto costerà ai cittadini italiani?"

L'inizio del processo

All'interno dell'aula bunker del Pagliarelli ci sono tutti i principali protagonisti della vicenda. Oltre a Matteo Salvini, è presente il procuratore di Palermo, Francesco Lo Voi, l'aggiunta Marzia Sabella e il pm Geri Ferrara. È stato vietato l'ingresso delle telecamere nell'aula. L'udienza si è aperta con la richiesta della procura di un'integrazione di atti da inserire nel dibattimento.Tra questi anche le deposizioni di Giuseppe Conte e Luciana Lamorgese nell'ambito del procedimento sul caso Gregoretti. Inoltre il procuratore Lo Voi ha chiesto anche un interrogatorio per Matteo Salvini. All'esterno del tribunale, in concomitanza con il via al processo, si è tenuto un flash mob con diversi striscioni contro l'ex ministro dell'Interno esibiti per strada.

Le dichiarazioni di Salvini dopo l'udienza

Fuori dal carcere di Pagliarelli, al termine della prima fase del processo Matteo Salvini e Giulia Bongiorno hanno rilasciato le loro prime dichiarazioni ai giornalisti. Il legale dell'ex ministro ha ancora una volta puntato i fari sulla similarità tra i processi Open Arms e Gregoretti: "Si tratta di processi gemelli - ha dichiarato Giulia Bongiorno - In tanti lo hanno confermato". Un riferimento è stato inoltre fatto al contratto di governo tra Lega e M5S che reggeva l'esecutivo Conte I. Un documento in grado di dimostrare, secondo l'avvocato, che Salvini non ha mai agito da solo o per mera iniziativa personale.

Dal canto suo il segretario del Carroccio si è detto fiducioso per il proseguo del procedimento. "Mi dispiace soltanto per due motivi - ha affermato Salvini - uno per il tempo che tolgo ai miei figli e due invece per i soldi che dovranno pagare gli italiani per questo processo politico". L'ex ministro ha poi rivendicato la sua azione politica di allora. "Ditemi voi che serietà può avere un proccesso in cui verrà Richard Gere da Holliwood a testimoniare - ha rincarato il numero uno della Lega - Difendere i confini è un dovere e io ho fatto il mio dovere".

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