Insultata per aver difeso i test sugli animali. Su Fb scrive: "Ragioniamo"

Gravemente malata, Caterina era stata insultata per aver difeso la sperimentazione sugli animali. DI' LA TUA

Caterina Simonsen, in una foto pubblicata su Facebook
Caterina Simonsen, in una foto pubblicata su Facebook

Un ringraziamento a chi ha difeso la sua presa di posizione e un invito a chi, invece, l'ha accusata, arrivando persino ad augurarle la morte. Caterina Simonsen, una studentessa 25enne affetta da quattro rare malattie genetiche, aveva sostenuto su facebook la necessità della sperimentazione animale, spiegando che soltanto grazie ai progressi fatti dalla ricerca è ancora viva.

Una tesi che molti hanno sostenuto, ma che altrettanti hanno bersagliato di commenti durissimi, criticando la ragazza. Insulti e minacce a cui ora la stessa Caterina risponde, ancora su facebook, chiedendo di "riflettere prima di scrivere". "Preferisco le persone razionali che discutono, che si informano e si confrontano contro chi ha pareri opposti", scrive la Simonsen, che spiega anche di non essere certo una sostenitrice della sperimentazione sugli animali, che ama abbastanza da essere iscritta a Veterinaria all'università di Bologna, ma di essere altresì consapevole che i modelli alternativi "oggi sono solo prototipi".

Dal canto suo Andrea Vianello, direttore di fisiopatologia respiratoria all’ospedale dell’università di Padova, dove è in cura Caterina, respinge al mittente insulti e speculazioni. E, ai microfoni del Corriere della Sera, taglia corto: "Ricerca, sperimentazione? Vitali, indispensabili, in questi casi". Il direttore preferisce non entrare nella polemica con le associazioni animaliste ma ci tiene a far presente che "esistono protocolli riconosciuti (e una legge, la 96 del 2013, che regola il fenomeno; ndr) che prevedono fasi diverse nella sperimentazione". "In alcune l’utilizzo di animali è la norma - spiega al Corsera - i pensi alla distrofia di Duchenne (patologia muscolare dell’infanzia, ndr). Come si può fare, altrimenti?".

Commenti