Lo sfogo di Jessica Notaro in tv: "Mi ridevano in faccia. Ma ora..."

Quindici anni è la condanna definitiva all'ex fidanzato di Jessica Notaro, colpevole di aver sfregiato con l'acido il volto della ragazza. Ora dopo la felicità per questa vittoria, Jessica ha però ancora qualcosa da dire, soprattutto su come è stata trattata in questi ultimi quattro anni

La cassazione ha confermato 15 anni all’ex fidanzato di Jessica Notaro che 4 anni fa l’aveva sfigurato gettandole sul viso dell’acido. Quattro anni lunghissime di battaglie sia nei tribunali sia in ospedale sottoponendosi a numerose e dolorosissime operazioni di plastica facciale.

Questa sera a Live Non è la d’Urso si ripercorrono i momenti più salienti di questa vicenda. Jessica è in studio insieme alla mamma Gabriella che le è stata vicino in questi lunghi anni in cui sua figlia ha lottato con tutte le sue forze. Ora questa condanna è una vittoria sia per lei ma per tutte le donne che ogni giorno subiscono violenze indicibili che lasciano segni sul viso, come nel caso di Jessica, ma anche nell’anima.

Una donna forte la Notaro che non ha mai smesso di lottare per tutte le donne e per avere giustizia reagendo con una forza pazzesca non arrendendosi mai. La mamma Gabriella ricorda con dolore il momento in cui ha visto Jessica con il viso sfigurato: “Ho aperto la porta e l’ho vista. Aveva come una maschera di plastica: “Mamma sto bruciando” mi ha detto. Io l’ho portata al Pronto Soccorso immediatamente. Mentre ero in macchina pensavo a voce alta: ‘Perchè ci è successo una cosa del genere?’ e mia figlia mi ha risposto: ‘Mamma questo è un segnale dal cielo che io devo aiutare la gente’ ed è quello che da quel momento ha fatto con tutte le ragazze che avevano vissuto come lei questo genere di violenza”.

Il racconto va poi all’ex fidanzato: “Jessica mi ha subito detto che era stata il suo ex e io da quel momento non riesco più a piangere. Ogni sera alle 23,15, l’ora in cui è successo, ho il terrore, anche se cerco di non farlo vedere. La cosa mi ha fatto piacere è vedere che il giorno dopo che era stata ricoverata, in ospedale c’era una vera folla di amici che potevano vederla solo attraverso il vetro. Era però lei che consolava tutti dicendo: ‘Ma che piangete non sono mica morta”.

Le parole di Jessica

Quando ti trovi in una situazione del genere - dice Jessica - la forza ti viene. Ho visto anche altre persone a cui sono successe cose del genere, che hanno tirato fuori una forza incredibile. Le prime volte quando ero in ospedale mi svegliavo urlando perché non ci vedevo e mia madre che mi è stata sempre vicina, mi ricordava quello che era successo perché io i primi giorni a volte lo dimenticavo e quando mi svegliavo senza vederci ero terrorizzata”. Dopo tanti interventi al volto, ora per lei manca soltanto un occhio che deve subire ulteriori operazioni per recuperare ma ci sono buone probabilità che la ragazza riprenda la vista.

La sentenza è stata esemplare - racconta la Notaro - non gli è stato tolto neanche un giorno. Ora sono felice perché per quattro anni ho sopportato oltre a quello che si vede anche altre cose tremende. Mi chiedo perché una vittima debba sentirsi colpevole sul banco degli imputati. Lo dico perché ci sono modi e modi anche per fare gli avvocati. Io quando ho testimoniato per tante ore di fila in tribunale dovevo continuamente spruzzarmi acqua sul viso perché la pelle mi bruciava. Un giorno uno dei suoi avvocati mi ha riso in faccia e per fortuna è intervenuto il giudice dicendogli “Guardi che non c’è niente da ridere”.

"Certe volte penso ad un accanimento personale - continua - perché nonostante tutto mi sono state mandate continuamente frecciatine. Vengo accusata di stare continuamente in televisione, ma io ho tutto il diritto di parlarne in tv, sempre con estrema educazione, per far conoscere la verità. Io non utilizzo un occhi da quattro anni e mi sono sentita dire che i suoi avvocati difensori avevano chiesto una nuova perizia medica, portando in tribunale una mia foto al mare dove ero di spalle e dicendo “La Notaro si sta riprendendo bene”. Ora giustizia è stata fatta e finalmente io sono qui a testimoniare che non bisogna rimanere in silenzio. Io parlerò sempre e comunque".

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.