Lasciano al tavolo un minorenne e scappano senza pagare

Mangiano bevono e scherzano poi, al momento del conto, se la danno a gambe levate, lasciando solo al tavolo un ragazzo minorenne.

Lasciano al tavolo un minorenne e scappano senza pagare
Una foto del locale In Gattaia a Livorno

Scappano senza pagare, proprio come nel film "I Laureati" di Pieraccioni, peccato che questa volta non si tratti di una pellicola ma della vita reale. L'episodio, riportato dal quotidiano toscano Il Tirreno, va in scena a Livorno, nel ristorante "In Gattaia" di via Magenta, pieno centro del capoluogo.

Sono da poco passate le dieci di sera, come raccontano i titolari del locale in un lungo post su facebook, quando entrano degli avventori: una coppia ed un giovane.

I tre si siedono, mangiano parecchio, bevono e se la ridono. Quando arriva la cameriera col conto, assieme agli amari offerti dalla casa, i due raccontano di essere senza contanti e, complice il pos guasto nel locale, escono in cerca di un bancomat, lasciando il "figlio" seduto al tavolo.

Con sommo stupore dei gestori, i due clienti non faranno più ritorno e, mentre i proprietari decidono di avvertire la polizia, si accorgono anche del furto di un cellulare ai danni di una delle dipendenti.

Per questo motivo la coppia livornese ed il minorenne sono stati denunciati per insolvenza fraudolenta e per il furto del telefonino. All'arrivo degli agenti però i proprietari del locale fanno un'altra amara scoperta: il 17enne non è figlio della coppia, bensì un giovane già noto alle forze dell'ordine che subito confessa il raggiro.

I due livornesi lo avrebbe incontrato poche ore prima di cena in giro per la città e, con la promessa di 10 euro di compenso, il ragazzo si sarebbe finto loro figlio. Il giovane ha quindi aiutato i gestori del ristorante a rimettere a posto i tavoli del locale per poi farsi accompagnare a casa dalla volante in quanto minorenne. I due fuggitivi invece sarebbero stati di li a poco raggiunti dagli uomini dell'Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della polizia di Stato guidaato dal commissario capo Claudio Cappelli.

Molti i commenti di sdegno sul post dei ristoratori, che evitano di comunicare le generalità dei protagonisti della vicenda nonostante li abbiano identificati tramite i social. Per quanto riguarda il minorenne, addirittura, sempre dai commenti dei proprietari del ristorante si apprende che nonostante il ragazzo non sia nuovo a certi reati, i genitori non nutrano alcun interesse sulle sue vicende, e la denuncia dei risotratori si andrà a sommare a quella già sporte da altre persone.

Ora non resta che digerire l'amarezza per il raggiro subito. Del resto come hanno scritto loro stessi sui social: "Non si finisce mai di imparare!"