Lecco, baby gang aggredisce un'anziana: ora si cercano i nomi dei minorenni

Il gruppo di ragazzini, tutti di Ballabio, nel Lecchese, avrebbero tentato di far cadere la pensionata con un ramo e poi avrebbero provato a spintonarla. Sul caso è intervenuto anche il sindaco: "Non sono monellerie, ma reati penali"

Avrebbero individuato la vittima ideale in una donna di 80 anni. Così, prima, le avrebbero fatto lo sgambetto con un ramo e poi l'avrebbero spinta, per cercare di buttarla per terra e farle del male. È accaduto a Ballabio, in provincia di Lecco, dove alcuni ragazzini, tutti minorenni e tutti della zona, avrebbero preso di mira un'anziana per aggredirla in via Giuseppe Mazzini, nel centro del Paese.

La dinamica dell'aggressione

Secondo quanto riportato da Il Giorno, la baby gang avrebbe ripetutamente cercato di farla cadere, prima servendosi di un ramo spezzato tra le gambe e poi spintonandola da dietro. La donna, però, sarebbe riuscita ad aggrapparsi a una recinzione, riuscendo a rimanere in piedi ed evitare una brutta caduta. In base alle prime informazioni riportate, l'anziana dopo l'aggressione da parte dei ragazzini avrebbe chiesto loro il motivo di tanto accanimento nei suoi confronti, ma quando ha capito che non avrebbe ottenuto una risposta ma, probabilmente, avrebbe potuto essere colpita di nuovo, la donna è corsa a casa sua.

La denuncia alle forze dell'ordine

Secondo le prime informazioni, l'anziana pensionata, dopo l'episodio, avrebbe denunciato il fatto agli agenti di Polizia locale del suo paese e anche il primo cittadino, Alessandra Consonni, avrebbe allertato anche i carabinieri. Uno degli elementi della presunta baby gang è stato individuato poco dopo: secondo quanto riferito dal sindaco di Ballabio, infatti, le generalità di almeno uno dei soggetti coinvolti sarebbero già state individuate. Consonni, che si è interessata personalmente della questione, in queste ore, sta valutando le possibili azioni da intraprendere in relazione anche all'età dei presunti colpevoli.

Minorenni colpevoli

Il primo cittadino, che avrebbe reso la sicurezza uno dei punti principali della propria azione amministrativa e che ha espresso una certa preoccupazione in relazione all'accaduto, ha fatto sapere che anche i quattordicenni risultano imputabili e che "certi maltrattamenti alle persone, così come i danneggiamenti di beni non sono monellerie infantili, ma autentici reati penali". Il sindaco Consonni ha fatto sapere di essere intenzionata a interpellare i testimoni dell'accaduto e i genitori dei ragazzi, anche in merito ad alcuni "altri episodi di inciviltà che si sono verificati in paese".

Il caso dell'anziano ucciso

Nell'aprile del 2019, un anziano era stato segregato e picchiato a morte all'interno della sua abitazione di Manduria, in provincia di Taranto. Secondo quanto riportato da Il fatto quotidiano, in quel caso, nove persone (otto dei quali minorenni) erano state arrestate per violenze contro Antonio Cosimo Stano. Le accuse formulate, in quel caso, erano di tortura, lesioni, danneggiamento e violazione di domicilio aggravati. Da tempo, il 65enne era vittima di diverse incursioni da parte di gang che, specie nelle ore notturne, entravano all'interno della sua abitazione e lo spaventavano.

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