La lettera anonima, la casa, il pozzo: i nuovi misteri su Denise

L'avvocato della mamma di Denise Pipitone ha ricevuto un'interessante lettera anonima: ecco gli scenari mai chiariti nella sparizione della bimba

La lettera anonima, la casa, il pozzo: i nuovi misteri su Denise

Non si placano i dubbi sulla scomparsa di Denise Pipitone, ma c’è una testimonianza importante contenuta in una lettera anonima, com’è stato raccontato nella puntata di ieri di “Chi l’ha visto?”.

All’avvocato Giacomo Frazzitta, legale di mamma Piera Maggio, è infatti arrivata nel pomeriggio di ieri una missiva: il professionista si è rivolto al suo autore con un appello. “È arrivata una lettera anonima come ne sono arrivate tante in questi anni - ha chiarito Frazzitta - Ringrazio la persona che l’ha scritta: ha avuto un grande senso civico. Nella missiva stiamo riscontrando diversi elementi mai mediaticamente rivelati, quelle parole hanno un’interessante credibilità. Ma noi abbiamo bisogno ora di un altro passo, e assicuriamo al suo autore la massima riservatezza”.

Si è tornati a parlare anche della vecchia casa di Anna Corona, ex moglie del padre naturale di Denise Piero Pulizzi: il garage dell’abitazione è stato oggetto di una perquisizione la settimana scorsa, dalla quale pare non essere emerso nulla.

In particolare, si è analizzato nella puntata di ieri il racconto della visita degli inquirenti nel pomeriggio del 1 settembre 2004, giorno in cui Denise è sparita. Gli inquirenti visitarono però la "casa sbagliata", quella della vicina, non quella della ex moglie di Pulizzi. Durante l’udienza in tribunale, Anna Corona disse a suo tempo di aver riferito ai carabinieri di dover salire al secondo piano per la sua casa e chiesto alla vicina di potersi accomodare nella sua abitazione al piano terra, dove la stessa Corona aveva vissuto ai tempi del suo matrimonio con Pulizzi. Il maresciallo Francesco Di Girolamo invece, presente quel giorno, disse in udienza che Anna Corona lì guidò per i vari ambienti della casa al piano terra, benché i carabinieri non fossero lì per una perquisizione, aggiungendo: “Qua a casa mia non c’è niente”. La vicina fornisce a “Chi l’ha visto?” una terza versione: dice che gli inquirenti sapevano benissimo che quella non era la casa di Anna Corona, dato che si sono messi a parlare di un parente scomparso della vicina, la cui foto era appesa alle pareti.

A “Chi l’ha visto?” c’è stata anche la testimonianza di due altri inquirenti. Uno è Raffaele Bertoncello, che si recò da Pulizzi immediatamente dopo la scomparsa: il padre di Denise fece entrare i carabinieri nelle varie stanze ma in primis andò a controllare il pozzo, perché “manifestava dei timori che fosse accaduto qualcosa di terribile”. L’ex maresciallo Francesco Lombardo ha raccontato di aver ricevuto insieme ad altri colleghi diverse minacce, tanto che furono messe delle macchine civetta per tutelare i loro congiunti. “A ottobre 2004 sul parabrezza di un appuntato fu trovato un biglietto minatorio - ha raccontato - ho pensato che eravamo vicini, che stavamo dando fastidio a qualcuno”. Nel biglietto era contenuto il consiglio di “pensare a campare” e veniva specificato che la sparizione di Denise fosse un modo per “colpire la famiglia”, mentre non c’entravano pedofili o traffico di organi.

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