"Ho rapito io Emanuela Orlandi": la confessione choc

Uno degli scagnozzi di Enrico De Pedis, boss della Magliana, avrebbe pedinato la 15enne per giorni prima di rapirla

"Ho rapito io Emanuela Orlandi": la confessione choc

Sarebbe stato Marco Sarnataro, figlio del braccio destro di Enrico De Pedis, l'ex boss della Magliana, a rapire Emanuela Orlandi per conto della Banda. A riferirlo sarebbe stato il padre del presunto sequestratore, Salvatore Sarnataro, classe 1940, uomo fidato di Renatino. I dettagli della confessione sarebbero stati messi nero su bianco in un verbale risalente al 2008 e visionati in esclusiva dal quotidiano la Repubblica.

Chi è Marco Sarnataro

Il presunto sequestratore, morto all'età di 46 anni nel 2007, era stato sentito dagli agenti della Mobile in qualità di testimone. Due amici della 15enne avevano raccontato di esser stati pedinati per giorni da uno sconosciuto che, per una strana coincidenza, sarebbe poi svanito nel nulla nei giorni successivi al sequestro della ragazza. Gli stessi avevano riconosciuto dalle fotografie l'uomo che "senza ombra di dubbio" li aveva seguiti in "modo ossessivo". Si trattava, per l'appunto, di Marco Sarnataro, uno degli scagnozzi di Enrico De Pedis. Secondo quanto riporta La Repubblica, per il rapimento l'uomo sarebbe stato ripagato dal boss con una Suzuki 1100.

Il verbale

A rivelare i dettagli della confessione sarebbe stato il padre del presunto sequestratore, Salvatore Sarnataro. Nel 2008 l'uomo aveva raccontato agli investigatori che il figlio, durante l'ora d'aria a Regina Coeli, dove entrambi erano reclusi per reati di detenzione illecita di armi e spaccio, gli aveva confessato di aver farto parte del commando che aveva rapito Emanuela per ordine del boss della Magliana. "Dopo aver lungamente riflettuto ho deciso di riferire alle signorie vostre - spiegava Salvatore Sarnataro nell'ottobre del 2008 - quanto appreso da mio figlio Marco alcuni anni fa in relazione alla vicenda di Emanuela Orlandi. Poco tempo dopo il sequestro, ricordo che eravamo Regina Coeli, sia io che mio figlio (accusati per spaccio e detenzione di armi, ndr). Quest'ultimo durante l'ora d'aria mi confessò di aver partecipato al sequestro dell'Orlandi nei termini seguenti: mi disse che per diversi giorni, sia lui che 'Ciletto' (Angelo Cassani, ndr) e 'Giggetto' (Gianfranco Cerboni, ndr), pedinarono Orlandi per le vie di Roma su ordine di Renato De Pedis, da loro chiamato il "Presidente" (il boss della Banda della Magliana, ndr)".

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