Via libera dal Brasile: confermata estradizione in Italia del boss Morabito

Morabito, 56 anni, considerato uno dei più importanti trafficanti internazionali di droga al mondo, sarà estradato in Italia. Lo ha stabilito la prima sezione della Corte suprema federale del Brasile

Via libera dal Brasile: confermata estradizione in Italia del boss Morabito

La prima sezione della Corte suprema federale del Brasile ha accolto la richiesta di autorizzazione all'estradizione di Rocco Morabito fatta dal ministro della Giustizia italiano. La fumata bianca è arrivata al termine di una giornata estenuante, durante la quale non si aspettava altro che il decreto emesso dal presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, necessario per completare l'iter processuale.

Deciso il futuro di Morabito

Morabito, 56 anni, considerato uno dei più importanti trafficanti internazionali di droga al mondo, sarà dunque estradato in Italia. Lo ha stabilito la prima sezione della Corte suprema federale del Brasile, la cui decisione è stata resa nota dall'Agencia Brasil, ovvero l'agenzia di stampa pubblica nazionale gestita dal Governo brasiliano.

Come ha sottolineato l'Ansa, nel marzo scorso lo stesso massimo organo giudiziario brasiliano aveva già concesso l'approvazione all'estradizione e adesso ha ribadito la sua decisione, respingendo il ricorso presentato dai difensori di Morabito, che avevano sostenuto l'illegittimità delle procedure seguite per riportare in Italia il narcotrafficante.

I giudici hanno votato all'unanimità il rigetto dell'istanza dei legali dell'uomo e sancito, così, la conclusione del processo di estradizione. Sarà il Governo federale a consegnare l'uomo all'autorità giudiziaria italiana.

Dalla cattura all'estradizione

Morabito è stato catturato in Urugay nel 2017, dopo ben 23 anni di latitanza. Nel 2019 aveva messo in atto una fuga rocambolesca dal carcere di Montevideo e si era reso nuovamente irreperibile. Due anni più tardi era stato nuovamente arrestato, questa volta a San Paolo, in Brasile, e trasferito nel penitenziario federale di Brasilia, dove da allora era in attesa di essere estradato. La sua cattura a San Paolo è stata resa possibile grazie alle indagini dei carabinieri del Ros, in collaborazione con la polizia brasiliana e con il coordinamento del Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria, Giovanni Bombardieri, e dell'aggiunto Giuseppe Lombardo.

Originario di Africo, in provincia di Reggio Calabria, Morabito è cugino del boss Giuseppe Morabito detto il "Tiraddritto", capo storico dell'omonima cosca. Cresce di livello criminale alla corte di uno zio, Domenico Antonio Mollica, uno dei protagonisti della cruenta faida di Motticella scaturita per i contrasti derivati dalla spartizione del provento di un sequestro di persona, negli anni '80. Tra le altre fasi della sua vita spericolata, nel 1994 Rocco Morabito subisce una prima condanna a 30 anni di reclusione nel processo scaturito dall'operazione Fortaleza, la città brasiliana che era diventata la 'filialè in Sud America per i suoi traffici. Evita la cattura e, probabilmente, riesce a raggiungere il Brasile e rifugiarsi, trascorrendo una latitanza dorata tra Montevideo (Uruguay) e Punta de l'Este, distanti poco meno di due ore di macchina. Dopo quasi ventiquattro di latitanza, sebbene costantemente ricercato dai carabinieri, Morabito viene individuato ed arrestato a Montevideo il 4 settembre del 2017. Il resto è storia recente.

In Italia, Rocco Morabito dovrà adessoscontare un cumulo di 30 anni di reclusione in base alle condanne comminategli dalle Corti d'appello di Palermo, Milano e Reggio Calabria e rese tutte definitive dalla conferma da parte della Corte di cassazione. L'uomo è stato ripetutamente condannato per un totale di oltre 100 anni per casi di traffico internazionale di droga.

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