L'Italia della solidarietà: pizze e dolci donate ai medici in corsia

Anonimi pagano le pizze ai medici: da nord a sud si moltiplicano gli episodi di chi vuole dire grazie agli operatori sanitari per il lavoro svolto in corsia

C'è un'Italia che dice grazie ai medici e agli infermieri che ogni giorno lavorano senza sosta in corsia. Da nord a sud c'è un Paese che ringrazia per una sanità instancabile. Episodi che è giusto raccontare per fotografare un'Italia che con gesti concreti dimostra tutta la sua sensibilità. A Castelvetrano un anonimo ha pagato una ventina di pizze con le bevande che erano state ordinate dai sanitari al pronto soccorso, per il turno serale. Al momento del pagamento hanno saputo che il loro conto era già stato pagato. Lo stesso è accaduto la sera prima anche all'ospedale di Trapani Sant'Antonino: stessa modalità, anche qui benefattore sconosciuto. Tutti a loro modo vogliono ringraziare i sanitari ed è un gesto che per una volta va controcorrente con gli episodi che siamo costretti a raccontare in altri periodi: con le aggressioni ai medici del pronto soccorso, con le lunghe attese e i casi di pazienti e familiari che vanno in escandescenza. Adesso non è più tempo di polemiche, è il momento di remare tutti dalla stessa parte. Lo hanno compreso per primi gli stessi cittadini, che da tempo non affollano più i pronto soccorso di molte città italiane. Massima priorità a chi sta davvero male.

Pasti gratuiti ai medici e agli infermieri che lavorano negli ospedali milanesi Fatebenefratelli, San Giuseppe, Sacco, Bassini, San Raffaele e Policlinico. L'idea è di Andrea Graziano, founder e ideatore del brand Fud Bottega Sicula. Ogni giorno vengono consegnano 300 pasti. "Insieme ad altri nove ristoranti milanesi portiamo pasti gratuiti agli ospedali della città - spiega Andrea Graziano -. Lo facciamo per sostenere con un gesto d'affetto i medici e gli infermieri impegnati in prima linea in questi giorni durissimi".

A Roma, alcuni giorni fa, alcuni cittadini hanno pagato il domicilio per i medici e gli infermieri dell'ospedale Spallanzani: vassoi e buste pieni di dolci, pizze e manicaretti di ogni tipo. Ad Alessandria, per esempio, Alessandro Scuderi da lunedì 9 marzo ha deciso di tenere acceso il suo forno da pizza per sfornare focacce e pizze, da consegnare (gratuitamente) a chi, in questi giorni, sta lavorando nell'ospedale, un pensiero che è stato esteso anche ai volontari della Croce Rossa e della Croce Verde, alle forze dell'ordine. Dalla pizzeria che gestisce, a Spinetta Marengo, sobborgo di Alessandria, ha impastato e infornato in tutti questi giorni per beneficenza. "In un momento come questo - spiega - è giusto dare una mano, ognuno come riesce.Io ho preprato le pizze per chi sta lavorando ogni giorno per tutti quanti noi". Stesso gesto di solidarietà da Andrea Cortesi di Alessandria che, in questi giorni, consegna pizza e farinata agli operatori del 118. Pizze calde, piatti pronti e lettere di ringraziamento anche a Piacenza, in tanti hanno voluto rendere omaggio ai medici con un gesto dedicato a tutti gli operatori sanitari, al lavoro senza sosta nella provincia più colpita dell'Emilia-Romagna. Un tam tam che va avanti da inizio mese e che si è replicato molte sere con anonimi cittadini e benefattori che hanno deciso di pagare le pizze per un intero reparto. Episodi che in queste ore si stanno verificando anche in altre città. C'è voglia di uscire al più presto da questa emergenza sanitaria, c'è voglia di tornare al più presto alla normalità.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.