L'Onu lancia l'allarme: "Causa coronavirus mancano i preservativi"

Il monito delle Nazioni Unite sulla carenza di profilattici vista la chiusura di molte fabbriche produttrici in ottemperanza alle misure anti coronavirus

L'Onu lancia l'allarme: "Causa coronavirus mancano i preservativi"

Tra i tanti effetti e le tante conseguenze innescata dal lockdown sostanzialmente mondiale come contromossa al diffondersi della pandemia di coronavirus c'è anche la carenza global di preservativi. Già, perché le misure restrittive e di contenimento varate dai governi per contenere il più possibile il contagio di Covid-19 ha di rimbalzo costretto alla chiusura numerosi fabbriche produttrici di profilattici.

Ed ecco allora che a lanciare l'allarme, di cui in seguito l'Onu si è fatto portavoce e megafono, ci ha pensato la Karex, l'azienda malese che nei fatti rappresenta il più grande produttore di preservativi al mondo, con una produzione annua di oltre cinque miliardi di "precauzioni maschili". Da sola, pesa per il 20% del mercato mondiale dei condom. E a tal proposito, come registrato da TgCom24, Goh Miah Kiat, direttore esecutivo della Karex, ha dichiarato: "Il mondo affronterà senza dubbio una carenza di preservativi - ha confermato. Anche mentre combattiamo il Covid-19, ci sono altre questioni che dobbiamo esaminare".

La società si è trovata costretta, in ottemperanza alle indicazioni del governo della Malesia (il Paese più colpito dal coronavirus nel sud-est asiatico), a chiudere i propri siti produttivi per due settimane: ora ha potuto riaprirli, essendo riuscita a ottenere l'esenzione in quanto fornitrice di prodotti sanitari essenziali. Ciò nonostante, però, la capacità produttiva è stata ridotta della metà e ciò significa che sul mercato si avranno 200 milioni di profilattici in meno. Ecco, non sono esattamente pochi ed ecco perché le Nazioni Unite, pensando soprattutto ai problemi di natalità, di Aids e altre malattie infettive nell'Africa subsahariana ha lanciato l'allarme, parlando addirittura di conseguente potenzialmente devastanti nei Paesi in via di sviluppo.

Oltretutto, i problemi non li ha avuti e continua ad averli solamente la Karex, bensì tutti gli altri produttori di condom esistenti sul commercio: anche loro, come il colosso del sud-est asiatico, da un lato devono sottostare alle misure di contenimento e dall'altro devono affrontare le problematiche relative al trasporto della merce. Insomma, a fronte di una domanda crescente, l'offerta globale sul mercato si sta contraendo.

A tal proposito, la Durex ha invece dichiarato che i suoi prodotti, in special modo i contraccettivi, continueranno a essere prodotti e distribuiti nonostante gli ostacoli creati dall'emergenza, grazie a un lavoro continuo e senza sosta del proprio personale per il bene di tutti i consumatori, e per continuare a tenere alta la guardia della prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili.

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