"L'ultimo guappo" Ricciardi: Quando il consulente recitava con Mario Merola

Tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, Walter Ricciardi intraprese la carriera cinematografica al fianco di grandissime star come Merola e De Sio

"L'ultimo guappo" Ricciardi: Quando il consulente recitava con Mario Merola

Il personaggio in primo piano delle ultime ore è Walter Ricciardi, consulente del ministro della Salute Roberto Speranza, che preme per tornare al lockdown totale. Professore ordinario d'Igiene e Medicina Preventiva e vicepreside della Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università Cattolica del Sacro Cuore dal 2012, Walter Ricciardi è stato anche direttore del dipartimento di Sanità Pubblica del Policlinico Agostino Gemelli di Roma. Il cuo curriculum sanitario è degno di nota e non stupisce che il ministro della Salute lo abbia chiamato a sé un anno fa come consulente all'inizio della pandemia. Quel che non tutti sanno è che tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta Walter Ricciardi intraprese la carriera di attore e lavorò al fianco di alcuni mostri sacri del cinema italiano.

Aveva nove anni quando per lui si accesero per la prima volta le luci della ribalta, grazie ai genitori che gli fecero sostenere un provino alla Rai di Napoli. Partecipava alle registrazioni del programma I ragazzi di padre Tobia ma è quasi dieci anni dopo che Walter Ricciardi assaporò davvero il dolce piacere della lucina rossa, quando venne scelto per una parte nel film L'ultimo guappo, che vedeva il grande Mario Merola tra i protagonisti. Ma i partner di scena prestigiosi non sono certo mancati a Walter Ricciardi, che condivise per un breve tempo le luci della ribalta anche con Stefania Sandrelli, Alida Valli, Giuliana De Sio, Michele Placido e Maria Schneider.

Poi, a vent'anni, è stato costretto a fare una scelta: gli studi di medicina sono difficilmente compatibili con la carriera artistica. La facoltà scelta da Walter Ricciardi richiedeva tutte le energie disponibili e pertanto decise di abbandonarà le velleità artistiche per concentrarsi sulla scienza. "C’è stato un momento in cui mi sono detto: quasi quasi vado avanti e faccio l’attore", ha spiegato qualche tempo fa in un'interivista a La Repubblica. A fargli cambiare idea fu uno sciopero: "Studiavo a Napoli ma vivevo a Roma mantenendomi con il doppiaggio. Ci fu lo sciopero dei doppiatori che volevano giustamente essere citati nei titoli. Durò alcuni mesi e io finii tutti i soldi. Così decisi di fare medico".

Nel breve periodo di attività cinematografica non ha mai ricoperto ruoli primari nei film interpretati ma c'è chi dice che avrebbe comunque potuto avere un discreto successo se avesse proseguito la carriera come attore. Voleva diventare famoso e in qualche modo ci è riuscito, anche se in modo diverso. Da 24 ore è l'uomo più discusso del Paese. E non è certo la prima volta.

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