Cronache

Maltempo, due morti Gelo su tutta Italia

Centro Italia sferzato da vento e pioggia. Prima neve su Sardegna, Lazio, Molise e Abruzzo

Maltempo, due morti Gelo su tutta Italia

Due morti per il maltempo, smottamenti e disagi in tutto il Centro Italia, con tutte le regioni adriatiche sferzate da un forte vento di bora.

Piove da più di 24 ore in tutte le Marche, dove "la situazione complessiva al momento è critica, ma sotto controllo", come ha detto il presidente della Regione, Gian Mario Spacca. Una persona è morta nella tarda serata a Monte Cerignone (Pesaro Urbino): l’auto su cui viaggiava è caduta in una grossa pozza d’acqua. A Pesaro, invece, il titolare di uno scatolificio, Germano S. di 77 anni, ha perso la vita cadendo dal tetto del capannone su cui era salito per controllare eventuali danni. Nel comune di Furlo, sempre in provincia di Pesaro Urbino, sono invece state evacuate 40 persone che erano rimaste completamente isolate a causa dell’esondazione del fiume Candigliano.

A destare le maggiori preoccupazioni sono i fiumi che, a causa delle abbondanti piogge, si sono ingrossati fino a rompere, in alcuni casi, gli argini. Nell’entroterra montano, in particolare, si registrano i maggiori disagi perché le precipitazioni sono state più abbondanti, fino a 160 mm in alcune zone del Montefeltro pesarese. Disagi alla viabilità, con diverse strade chiuse. Problemi anche alla rete elettrica: l’Enel ha registrato fino a questo momento 1.600 persone senza corrente in provincia di Pesaro-Urbino, 300 ad Ancona e Macerata.

Disagi anche in Abruzzo, con un tratto dell'autostrada A14, nel tratto compreso tra Pescara nord e Giulianova (Teramo), in direzione nord, chiuso per lo smottamento di una collina al chilometro 341. L’intera carreggiata è stata invasa dal fango e dai detriti. A Pescara, il fiume omonimo ha raggiunto gli argini e si attende l'ondata di piena. Dalla Capitaneria di Porto fanno sapere che a monte la situazione non desta preoccupazione, mentre in città il fiume defluisce con difficoltà in mare a causa della mareggiata. Nessun problema, invece, per le imbarcazioni ed i pescherecci, che sono tutti rientrati in porto. La pioggia ha però bloccato alcuni treni, soprattutto quelli da e per il Nord Italia.

Sei nuclei familiari sono stati evacuati a Riccione ed in Toscana un cinquantenne è rimasto ferito in modo grave, travolto da una pianta sradicata dal vento. A Colonno, invece, sul lago di Como, un uomo di 55 anni che stava ormeggiando la barca, è finito in acqua a causa di una forte raffica di vento: si è aggrappato al pilone di un pontile ed è stato salvato dai vigili del fuoco. All’ospedale S. Paolo di Savona, operazioni chirurgiche sospese per 48 ore per colpa del vento: le raffiche hanno infatti fatto crollare il contro soffitto degli ambulatori del day surgery.

Con il calo delle temperature è arrivata la prima neve anche nel Lazio ed in Molise. A Campo Staffi, località sciistica nel comune di Filettino (Frosinone), si sono accumulati diversi centimetri di coltre bianca. In Molise sono imbiancate le località sciistiche di Campitello Matese (Campobasso) e di Capracotta (Isernia). Abbondante nevicata nella notte, poi, sul Gran Sasso: a Campo Imperatore la coltre bianca ha raggiunto il mezzo metro, continua a nevicare in quota, a oltre duemila metri, dove la temperatura ha raggiunto i -3 gradi, e fino a mille metri. Nevica anche in Sardegna, sui monti della Barbagia all’interno dell’isola, colpita anche da pioggia e vento. Permangono le tratte saltate o in ritardo per i collegamenti navali, a causa delle condizioni del mare. A Cagliari questa mattina non è giunta la nave da Civitavecchia, che ieri sera non ha lasciato lo scalo laziale, e la partenza è quindi ritardata di 24 ore. Traghetti bloccati ieri in quasi tutti i porti sardi. I venti di burrasca dovrebbero allentarsi in serata e consentire una ripresa delle tratte. Dal porto di Olbia oggi alle 9, con 12 ore di ritardo, è partita la Moby per Livorno. Mentre continua a esser sospeso il traghetto Santa Teresa di Gallura-Bonifacio (Corsica), in mare le onde sono alte alcuni metri.

Bufera di vento in Piemonte dove, nel nord della regione, ferrovie e strade sono rimaste bloccate. Raffiche da 80 km all’ora anche in Trentino Alto Adige. In Friuli Venezia Giulia, in particolare nelle province di Udine e Pordenone, dove il vento di tramontana ha superato i 100 chilometri orari, sono caduti alberi e sono interrotte le linee elettriche. Anche a Trieste la bora ha cominciato a soffiare dalla notte ed ha raggiunto la velocità di 103 chilometri orari. In Emilia Romagna sono state particolarmente colpite le province di Rimini e Riccione, dove gli interventi dei vigili del fuoco sono stati oltre cinquanta, e dove è esondato il fiume Marano e si è resa necessaria l’evacuazione di sei nuclei familiari.

Chiusi ville e parchi cittadini a Palermo e a Genova (a Nervi è stato chiuso anche il cimitero), mentre una porzione di controsoffitto, risalente all’Ottocento, è crollata nella notte all’interno di un ufficio di Palazzo del Podestà, sede del Comune di Narni (Terni). La Regione dell’Umbria ha dichiarato lo stato di allarme idrogeologico ed idraulico, per il superamento delle soglie pluviometriche, nella zona di Gualdo Tadino e nell’area che comprende gli affluenti del fiume Tevere.

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