La vignetta choc del Fatto: "Arriva Giletti che spalma la m... in faccia"

Massimo Giletti ancora sotto tiro per la sua inchiesta su Alfonso Bonafede: stavolta è Marco Travaglio ad attaccare il conduttore con una vignetta di Mannelli nella quale Giletti è assimilato al personaggio della popolare canzone di Elio e le storie tese

La vignetta choc del Fatto: "Arriva Giletti che spalma la m... in faccia"

Non si placa l'ira sinistra su Massimo Giletti per l'inchiesta che sta portando avanti a Non è l'Arena in merito alla scarcerazione dei detenuti collegati alla criminalità organizzata e alle nomine al Dap. La sua colpa? Aver scoperchiato il vaso di Pandora e aver disturbato l'operato dei "grillini" e del ministro Alfonso Bonafede, nell'occhio del ciclone e ora fortemente contestato dalle opposizioni e non solo. Massimo Giletti, nel corso della sua inchiesta, non ha argomentato sulla base di ipotesi ma ha ma riportato le parole del magistrato Nino Di Matteo. L'ultimo attacco contro Massimo Giletti arriva dal giornale di Marco Travaglio, che da ormai diversi giorni ha messo il conduttore nel suo mirino.

Mascherata dalla satira delle vignette di Mannelli, la bordata contro Massimo Giletti è di quelle destinate a lasciare il segno e a far discutere. Il conduttore di Non è l'Arena è stato stilizzato dalla penna dell'illustratore, anche in modo un po' deforme e fortemente caricaturale, mentre è intento a cospargere con la sua mano un liquame dal colore inconfondibile. "Non è Giletti, è Shpalman! Che shpalma la merda in faccia. Aiuto arriva Shpalman che tutti ci shpalmerà", si legge nell'illustrazione. Il riferimento è a una nota canzone di Elio e le storie tese, che il quotidiano di Marco Travaglio, per mano di Mannelli, ha utilizzato per affondare la lama contro Massimo Giletti. Stando a quest'illustrazione, lontana da ogni canone del buon gusto, il liquame che Massimo Giletti starebbe cospargendo altro non sarebbe che un'inchiesta partita dalle dichiarazioni magistrato Di Matteo, che con le sue parole avrebbe di fatto messo con le spalle al muro il ministro Alfonso Bonafede e i suoi collaboratori.

Secondo la logica di Marco Travaglio e dei suoi seguaci, il gruppo grillino non può essere in alcun modo messo in discussione. Le inchieste giornalistiche vengono declassate a "merda in faccia" e chiunque le porti avanti è considerato un nemico. Ne sta facendo le spese Massimo Giletti, da diversi giorni minacciato e insultato da un'ampia fetta di simpatizzanti del Movimento 5 stelle. Il clima d'odio attorno al conduttore si è fatto talmente incandescente e insostenibile, che al suo fianco si sono schierati in prima persona anche Matteo Salvini e Giorgia Meloni, con due post su Twitter. Intanto, Massimo Giletti non sembra essersi intimorito e ha già annunciato che nella puntata in onda il prossimo 10 maggio tornerà sull'argomento e continuerà a portare avanti la sua inchiesta.

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