"Non prendiamo più immigrati". Il muro dei governatori leghisti

Braccio di ferro tra la Lega e Luciana Lamorgese: i sindaci del Carroccio rifiutano la ridistribuzione ma il ministro vuole imporli ai Comuni

"Non prendiamo più immigrati". Il muro dei governatori leghisti

Non è ancora finito maggio e già la questione migranti è diventata un problema. Per tamponare l'emergenza, Luciana Lamorgese punta tutto sulla ridistribuzione dalla Sicilia nelle altre regioni ma i sindaci leghisti hanno alzato un muro e non si rendono disponibili ad accoglierli. Liguria, Piemonte, Veneto e Lombardia hanno già espresso il loro netto dissenso all'operazione.

"I nostri non prenderanno nessuno dei 60 immigrati, sbarcati in questi ultimi giorni in Sicilia, che il ministero dell'Interno vorrebbe inviare in Lombardia", dicevano pochi giorni fa Fabrizio Cecchetti, coordinatore della Lega Lombarda e Giacomo Ghilardi, sindaco di Cinisello Balsamo nonché coordinatore regionale dei sindaci leghisti. Nessun sindaco leghista si dice disponibile a partecipare al piano di ridistribuzione dei migranti.

"Siamo contrari a questa idea della redistribuzione dei migranti tra le regioni: occorre invece fare una politica seria di controllo dei confini e di respingimento come stanno facendo la Spagna e altri Paesi europei", ha detto l'assessore alla Sicurezza della Regione Veneto Cristiano Corazzari all'Adnkronos. In Veneto sarebbero dovuti arrivare 25 migranti irregolari di Lampedusa. "come abbiamo visto tre-quatto anni fa, porterebbe ad un arrivo incontrollato di migranti e non gestibile. Invece, è necessaria una redistribuzione obbligatoria tra i Paesi dell'Unione europea e non volontaria come oggi, che abbiamo visto che non funziona -sottolinea- per questo ieri abbiamo fatto un incontro tra gli assessori delle regioni esprimendo la nostra contrarietà alla redistribuzione e abbiamo chiesto un incontro urgente con il ministro dell'Interno per esprimergli la nostra ferma opposizione e la nostra preoccupazione", ha concluso Corazzari.

L'enorme flusso di migranti che ha raggiunto le coste della Sicilia nelle ultime settimane, a cui si aggiungono quelli che vengono portati dalle navi delle Ong, ha già messo in seria difficoltà il sistema di accoglienza. E il peggio deve ancora arrivare, perché dai trend in aumento si capisce che nuovi e più corposi sbarchi avverranno da qui ai prossimi mesi, finché le condizioni del mare lo consentiranno. Matteo Salvini, (quasi) risolta la pratica delle riaperture, ha spostato il suo mirino dal ministro Roberto Speranza al ministro Luciana Lamorgese e ora la Lega ha fatto quadrato attorno al suo leader.

Il Carroccio ora punta i piedi anche in commissione Schengen, ribandendo il rifiuto e Luciana Lamorgese, come riferisce il quotidiano torinese, si è lamentata: "Non è mica giusto lasciare tutto sulle spalle della Sicilia, solo perché arrivano lì". I numeri sono enormi: "Al 18 maggio, negli hotspot c'erano 732 migranti, nei centri di prima accoglienza 49.759 e nei centri del Sistema di accoglienza e integrazione altre 25.589 persone, per un totale di 76. 080 presenze". La Sicilia non è in grado di sostenere il carico totale dei migranti ma la ridistribuzione, che è stata alla base del piano dei mesi precedenti, non può essere la normalità per la Lega. Serve un piano europeo e Luciana Lamorgese punta tutto sul protocollo in via di definizione con Francia e Germania, il cui obiettivo è la rivitalizzazione degli accordi di Malta del 2019.

Tutto il centrodestra sta puntando i piedi e pretende risposte concrete al problema. Sia il senatore Maurizio Gasparri che la deputata Laura Ravetto pressano per l'attivazione del protocollo Minniti. Se venisse tramutato in legge, ogni violazione da parte delle Ong rappresenterebbe un illecito punibile. Anche Giorgia Meloni ha fatto sentire la sua voce sul tema: "Il ministro ci dica subito se ha intenzione di difendere i confini nazionali o condannarci ad essere il campo profughi d'Europa". Duri anche i toni del deputato Fabio Rampelli: "Ben svegliata al ministro dell'Interno che dopo due anni si accorge solo oggi che il pacchetto di misure proposte nel nuovo Patto europeo per l'immigrazione non è soddisfacente per l'Italia".

Voci di dissenso, e di rifiuto, per la ridistribuzione arrivano anche da Piemonte e Liguria. "Porteremo il caso alla conferenza Stato-Regioni. È inaccettabile prendere una scelta del genere senza consultarci. In Piemonte abbiamo già dato", tuona il leghista Fabrizio Ricca, assessore alla Sicurezza in Regione Piemonte. E dopo lo sfogo di Salvini, che pochi giorni fa ha chiesto conto delle sue azioni al governo sottolineando le azioni di respingimento della Spagna, Luciana Lamorgese avrebbe sbottato: "Non è giusto dire che solo la Spagna schiera l'esercito. Anche noi abbiamo mandato 200 militari a pattugliare il confine del Friuli. E infatti vi è collegata la diminuzione degli ingressi da quel lato. Ma la frontiera marittima è molto diversa dalla frontiera terrestre. E se qualcuno ha consigli da darmi su dove schierare i militari in mare, magari risolviamo il problema".

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