Milano, agente ferito da migrante: "Voglio morire per Allah"

Ancora violenze in Stazione. Ferito da un migrante un altro poliziotto. È l'ennesimo caso e a Milano riesplode l'emergenza sicurezza

Milano, agente ferito da migrante: "Voglio morire per Allah"

Ancora un immigrato violento si scaglia contro le forze dell'ordine che pattugliano la stazione Centrale di Milano. Un agente della Polfer è stato ferito - fortunatamente in modo non grave - da un migrante 31enne senza documenti originario della Guinea che, mentre veniva arrestato, urlava: "Voglio morire per Allah".

È la terza aggressione in pochissimi mesi ai danni di rappresentanti dei poliziotti e allo scalo di Milano torna a esplodere l'emergenza sicurezza.

Questa mattina era stata segnalata in piazza duca D'Aosta (il piazzale davanti alla stazione) la presenza di un uomo armato di coltello (guarda la gallery). Un agente della Polfer, indossato il giubbotto antiproiettile, ha provato a fermare il migrante. Ne è nata una colluttazione durante la quale il poliziotto è stato ferito lievemente alla spalla. L'agente è stato portato in ospedale in codice verde, mentre l'aggressore - i cui sensi erano alterati, forse da alcool o droga - è stato accompagnato in questura.

Dalle indagini è emerso che l'uomo ha almeno 5 alias - tra cui Mamodou Saidou -, tutti nomi diversi fornito in uno dei numerosi fermi che ha avuto per lesioni, resistenza e minacce a pubblico ufficiale - e sarebbe in Italia da almeno un paio d'anni. Proprio per i suoi precedenti, era stato espulso lo scorso 4 luglio. Eppure era ancora libero di girare indisturbato con un coltello a Milano.

Forza Italia mette sotto accusa il sindaco Beppe Sala. "Una situazione emergenziale - tuona Silvia Sardone - viene sottovalutata ormai da anni dalla sinistra in Comune che continua a opporsi a un serio piano di sicurezza in zona per contrastare delinquenza e degrado".

"La sinistra in Comune - accusa la Sardone - preferisce lo squallore di centinaia di immigrati che bivaccano e delinquono piuttosto che salvare quest'area, porta d'ingresso per tanti turisti in città". L'emergenza sicurezza in stazione Centrale è un allarme che resta inascoltato da mesi. Ed è frutto delle politiche a favore degli immigrati partate avanti sia da Sala sia dal governo. "La sinistra si è opposta all'unico vero blitz in Stazione Centrale - denuncia la Sardone - e pochi giorni fa l'assessore Del Corno ha praticamente ufficializzato la fiera dei bivacchi nelle tre piazze intorno alla Centrale".

In questo contesto di delinquenza costante, gli immigrati si sentono ormai padroni dell'area e aggrediscono, ormai sistematicamente, le forze dell'ordine. "Il modello di accoglienza e integrazione voluto dalla sinistra è rappresentato da ciò che accade da tempo nella zona della Stazione Centrale di Milano", accusa il deputato di Forza Italia Luca Squeri invitando il governo a "chiudere i porti e a smetterla con la folle politica delle porte spalancate a tutti".

"I blitz non sono serviti a nulla", accusa poi Riccardo De Corato, ex vicesindaco e capogruppo di Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale in Regione Lombardia, "Ogni gradino, ogni fazzoletto di verde è occupato da questi extracomunitari che non si capisce a quale titolo abbiano il diritto di occupare aiuole e altro, probabilmente perché alla giunta Sala questo non dispiace.

In Stazione Centrale esiste un'emergenza che non è quella profughi ma l'incolumità dei cittadini che ogni giorno devono avventurarsi in mezzo a persone che potenzialmente potrebbero essere armate di coltello, per buona pace di tutte le misure antiterrorismo della città".

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