Le intercettazioni pubblicate da Il Giornale, in cui Gioacchino Natoli, ex membro del pool antimafia, si riferisce al defunto giudice Paolo Borsellino stanno facendo discutere. Tra le frasi riportate c’è quella in cui Natoli dice: “O Paolo Borsellino, buonanima, era pure lui un grande coglione come me che aveva il grande maestro della massoneria col muro confinante e non se n'era mai accorto oppure Palermo è questa!!! […] picchì proprio, ci pinzava stamatina (Perché proprio ci pensavo stamattina ndr), dissi: è splendido! se io muoio i miei figli potranno andare a fare le conferenze nell'Anm alla pari di Manfredi Borsellino con capacità argomentative ben superiori a quelle di Manfredi! È chiaro? picchì iddu ppì ora che ave? u vantaggio che so patre murìu e iu ristavu vivu?! (Perché lui ha il vantaggio che suo padre è morto e io sono rimasto vivo ndr)”.
A squarciare un lunghissimo silenzio, carico di dignità e di rispetto per il lavoro delle istituzioni, è il figlio Manfredi, che interviene proprio sui passaggi sopra riportati e contenuti nella richiesta di archiviazione notificato dalla Procura di Caltanissetta: “Non possiamo ancora una volta non rammaricarci per le parole captate negli stralci di intercettazioni in essa contenute, riguardanti le offese riferite a nostro padre e ai miei familiari e in particolare alla mia persona come colui che avrebbe tratto financo privilegi dalla morte del padre. Conoscendo l'animo e la grandezza morale di nostro padre, le ingiurie a lui riferite (“coglione” ), nonché le frasi pronunciate sulla presunta condizione di privilegio che ne sarebbe derivata a noi figli dalla sua morte, sono deprecabili perché chi ha conosciuto la nostra famiglia tali frasi non avrebbe dovuto neanche pensarle”.
Aveva poco più di vent’anni Manfredi quando suo padre gli è stato strappato via con tanta ferocia dalla criminalità organizzata, e ciò nonostante ha scelto di indossare una divisa, di
restare in Sicilia con l’orgoglio di chi sa di essere dalla parte giusta della storia. Ma c’è chi non si ferma nemmeno davanti all’irrimediabile ferita di una famiglia che vorrebbe solo giustizia e, forse, un po’ di pace.