È morto Giulietto Chiesa, raccontò la fine dell'Unione Sovietica

Profondo conoscitore della Russia e dei Paesi ex sovietici, Giulietto Chiesa è stato a lungo corrispondente da Mosca prima per L'Unità e poi per La Stampa. Aveva 79 anni

È morto Giulietto Chiesa, raccontò la fine dell'Unione Sovietica

"Giulietto Chiesa è morto. Non riesco ancora a salutarlo. Ricordo i suoi occhi lucidi di lacrime, a Kabul, davanti ad un bambino ferito dallo scoppio di una mina. È morto un uomo ancora capace di piangere per l’orrore della guerra. I suoi occhi sono un po’ anche i miei". Con queste poche righe il vignettista Vauro ha diffuso sui social la triste notizia della scomparsa del giornalista Giulietto Chiesa. Aveva 79 anni. Per tanti anni corrispondente de l’Unità da Mosca e poi a lungo alla Stampa, ha raccontato dalla capitale moscovita la perestrojka dell'amico Michail Gorbaciov, il crollo dell'Unione sovietica, ed è stato, in generale, un grande esperto e osservatore di tutto ciò che accadeva nei Paesi ex sovietici.

Come racconta il suo sito web, diventa giornalista nel 1979, quando entra a L’Unità come redattore ordinario. In precedenza aveva compiuto una lunga esperienza politica nel Partito Comunista, prima come dirigente studentesco universitario, a Genova e in campo nazionale (Vice-presidente dell’Unione Goliardica Italiana), poi come dirigente nazionale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (Fgci), infine come dirigente della Federazione genovese del Pci negli anni 1970-1979. Capogruppo per il Pci nel Consiglio Provinciale di Genova dal 1975 al 1979, quando lascia il funzionariato di partito e viene assunto da L’Unità, a Roma. Dal 1° ottobre 1980 al 1° settembre 1990 è corrispondente da Mosca per l’Unità. Nel 1990 entra a La Stampa, sempre come corrispondente da Mosca, e rimane in Russia fino alla fine del 2000. Nel 2003 è stato eletto al Parlamento europeo.

Giulietto Chiesa ha raccontato la Russia anche attraverso alcuni saggi, tra cui il recente Putinofobia (2016), nel quale scriveva: "La Russia è quel nemico. Lo è stato in passato, e oggi quell'ossessione ritorna in versione aggiornata. La Russia e il suo uomo forte Vladimir Putin sono il nuovo "nemico numero 1". Rispolverando gli slogan della Guerra Fredda, sono tornati a essere l'Impero del Male e Putin è un mostro da dare in pasto alle masse, opportunamente dipinto come tiranno psicopatico, responsabile di stragi o cinico tessitore di trame imperialiste". Negli ultimi mesi del 2008 Giulietto Chiesa, insieme a un nutrito gruppo di giornalisti, scrittori, intellettuali, riuniti attorno a Megachip, ha dato vita a Pandora Tv, esperimento breve di una televisione indipendente, autofinanziata dai suoi spettatori, su più piattaforme.

Ha raccontato, nel 2008, la seconda guerra in Ossezia del Sud fra Georgia e Russia: "Nel 1991 - spiegò in un'intervista -contemporaneamente alla dichiarazione di indipendenza della Georgia da Mosca, l'Ossezia del Sud e l'Abkhazia si erano a loro volta dichiarate indipendenti, cosa che scatenò la guerra di allora. Inoltre, la Georgia ha dimostrato, con la sua ultima brutale aggressione, di non considerare gli osseti come suoi cittadini. Ha messo in opera una vera pulizia etnica e ha voluto la fuga, che è stata massiccia, degli osseti dal loro Paese". Il gironalismo piange un grande esperto di Russia e di politica internazionale.

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