Pugno duro di Musumeci: "Misure più restrittive contro il contagio"

Il governatore decide di attuare tutti poteri a disposizione per varare un nuovo piano con misure molto più restrittive per limitare il contagio in Sicilia. Niente corsette all'aria aperta

Nuova e più stringente ordinanza per contenere il contagio del coronavirus in Sicilia. Il presidente della Regione Nello Musumeci ha firmato un ulteriore provvedimento per prevenire e gestire l’emergenza epidemiologica del Covid-19 nell’Isola. Nella notte la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Le disposizioni riguardano la sanificazione di strade e uffici pubblici, gli esercizi commerciali, le rivendite di tabacchi, il trasporto urbano, le attività sportive, le uscite da casa per gli acquisti. A queste si aggiungo anche le limitazioni, già prese, sul trasporto marittimo, sulla presenza dell'Esercito italiano nelle strade delle maggiori città italiane.

Misure igienico-sanitarie

Viene sancito l’obbligo, da parte dei Comuni, di provvedere, qualora non lo abbiano già fatto, alla sanificazione delle strade del centro abitato, degli uffici pubblici e degli edifici scolastici. Attività che verranno cofinanziate dalla Regione. Aree a verde pubblico e parchi-gioco verranno chiusi.

Commercio

Non sarà ammesso l’ingresso nel territorio comunale dei venditori ambulanti al dettaglio provenienti da altri Comuni. Tutti gli esercizi commerciali attualmente autorizzati, a eccezione di farmacie di turno ed edicole, dovranno restare chiusi la domenica. I sindaci potranno disporre la riduzione dell’orario di apertura al pubblico dei negozi, tranne di quelli che vendono prodotti alimentari e farmacie. Nelle rivendite dei tabacchi è vietato l’uso di apparecchi da intrattenimento e per il gioco.

Aerei, stop ai collegamenti

Limitati gli aeroporti di Palermo e Catania, chiusi Trapani Birgi e Comiso. Operativi per continuità territoriale Lampedusa e Pantelleria. Sarà necessaria anche la preventiva autorizzazione del presidente della Regione, perché l’Enac possa consentire la partenza e l’arrivo di voli privati nell’Isola. Le disposizioni resteranno in vigore fino al 25 marzo.

Trasporto pubblico

Sui mezzi di trasporto pubblico urbano sarà consentito l’accesso ai passeggeri nella misura massima del 40 per cento dei posti omologati e, comunque, garantendo la distanza minima di un metro. Lo spazio riservato ai conducenti dei mezzi dovrà essere opportunatamente delimitato.

Trasporto marittimo

Quattro corse al giorno (andata e ritorno) da Villa San Giovanni e altrettante da Reggio Calabria per Messina, negli orari più indicati per favorire gli spostamenti dei lavoratori pendolari. Lo chiarisce il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, in una nota inviata al ministero dei Trasporti e alle società di navigazione in servizio nello Stretto. La precisazione si è resa necessaria per interpretare al meglio il contenuto del comma 3 dell’articolo 2 del decreto ministeriale di ieri che ha disposto un’ulteriore limitazione del traffico passeggeri da e verso l’Isola.

Ulteriori misure

Le uscite dalla propria abitazione per gli acquisti essenziali, a eccezione dei farmaci, vanno limitate a una sola volta al giorno. E’ vietata la pratica di ogni attività motoria e sportiva all’aperto, anche in forma individuale. Gli spostamenti con gli animali da affezione sono consentiti solamente in prossimità della propria abitazione.

Linea telefonica dedicata

Viene istituita, presso la presidenza della Regione, una linea telefonica dedicata a uso esclusivo e personale dei sindaci dell’Isola, per le comunicazioni relative alla gestione dell’epidemia.

Conto corrente donazioni

La Regione Siciliana ha attivato un conto corrente per chi volesse contribuire, con una donazione, alla lotta contro il Covid-19.
A raccogliere i fondi sarà la Protezione civile regionale, che li destinerà all’acquisto di dispositivi di protezione individuali, presidi ospedalieri e attrezzature per reparti di terapia intensiva. Chi volesse contribuire può chiamare l'Iban del conto dedicato è: IT65X0100003245515200006188, intestato a Pr.R.Sicilia S.Att.0.630-639-20. La causale è: donazione emergenza Coronavirus.

Sanità: i cinque punti del Piano Razza

1. Adeguare la struttura sanitaria siciliana all’emergenza coronavirus e dotare tutte le nove province di un Covid-hospital.
«La realizzazione di alcuni Covid-hospital in Sicilia è il presupposto per fare trovare il sistema sanitario siciliano pronto. Abbiamo adottato dei modelli organizzativi - ha spiegato l'assessore regionale alla Salute Ruggero Razza - tutto si può fare tranne che evitare di usare l'esperienza di altre regioni italiane. Questi modelli stanno prevedendo anche la riconversione di alcune strutture ospedaliere che è già iniziata, e che nella seconda fase del piano coinvolgerà tutte le province. La riconversione è una scelta necessaria, perché dobbiamo mettere sul piatto della bilancia delle decisioni come la necessità di curare il paziente in un luogo di cura e fare continuare l'attività ordinaria degli ospedali».

2. Sono 650 i posti letto di terapia intensiva che la Regione Siciliana deve attivare per fronteggiare un possibile picco di contagi del Coronavirus. Attualmente la disponibilità è di 120 posti letto in tutta la Regione. L'11 di marzo è partito dalla Regione la richiesta di fabbisogno aggiuntivo per raggiungere il livello di 650 posti letto di terapia intensiva.

3. Mobilitazione straordinaria anche per il personale sanitario e parasanitario. «La Regione ha approvato una delibera che ha dato mandato alle due aziende sanitarie di Palermo e Messina di avviare due grandi bandi. Quattrocento medici hanno risposto positivamente al bando presentato da Messina e sono già stati divisi sul territorio della Regione e oltre 600 infermieri hanno partecipato al bando pubblicato a Palermo», dice Razza.

4. Trentacinquemila rientri in Sicilia e attenzione concentrata sulla possibile diffusione del contagio in Sicilia. «Stiamo lavorando per valutare la possibilità di allargare il campionamento a test con il tampone o con altri strumenti a questa popolazione che è rientrata, non ha senso farlo nell'immediatezza ma a sette o 14 giorni dal loro rientro in Sicilia, in maniera da isolare una platea potenzialmente asintomatica. Potremmo richiedere a questi soggetti – ha proseguito Razza - di aderire a un protocollo che riguardi anche i propri familiari, il documento è in elaborazione con linee guida dell'isolamento domiciliare».

5. In arrivo un carico della Protezione civile di mascherine FFP2. La giunta Musumeci ha autorizzato «una grande commessa - ha aggiunto Razza - e ci ha confortato la disponibilità del nostro sistema produttivo a sostenere il fabbisogno. Vogliamo rassicurare queste imprese che hanno convertito le loro produzioni, che non saranno lasciate sole dopo la conclusione di questa vicenda».

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