Non chiamateli aiuti. Sono soltanto tasse

Il dibattito sul coronavirus si sta spostando rapidamente dall'emergenza sanitaria all'emergenza economica e arriverà rapidamente all'emergenza sociale che ne conseguirà.

Il dibattito sul coronavirus si sta spostando rapidamente dall'emergenza sanitaria all'emergenza economica e arriverà rapidamente all'emergenza sociale che ne conseguirà.

Presto, infatti, ci troveremo di fronte a una emergenza economica drammatica. Le stime del governo di pil a meno 8 per cento e disoccupazione a 11,6 appena presentate sono molto ottimistiche per non dire quasi irreali. Il pil scenderà del 10%/12% (come dicono analisti liberi) e la disoccupazione salirà molto oltre il 15% non appena precari, tempi determinati, autonomi senza lavoro e cassa integrazione continua verranno contati. Il debito pubblico nel 2021 e 2022 arriverà vicino al 170%. Soprattutto le entrate fiscali crolleranno per effetto di minori contributi, redditi più bassi e consumi in caduta libera. Il 6 per cento dei contribuenti oltre 50.000 euro di reddito paga il 40 per cento delle tasse in Italia. Questi redditi saranno falcidiati dalla crisi, così come i relativi consumi, così come gli utili aziendali, così come i contributi sociali versati dalle aziende sul lavoro dipendente. E appariranno in modo finalmente evidente due concetti che negli scorsi anni sono stati accuratamente nascosti all'opinione pubblica e ai cittadini.

Il primo concetto riguarda la nozione che lo Stato è sostenuto dai privati, in particolare dal lavoro e dalle aziende private. Senza il lavoro, le aziende private, i lavoratori autonomi che in gran parte gravitano intorno al reddito generato dai privati, lo Stato non ha capacità di esistere. Semplificando e arrotondando: i privati versano circa 600 miliardi l'anno nelle casse dello Stato. Di questi 600 miliardi circa 300 vanno in pensioni e welfare (al netto delle trattenute fiscali sulle pensioni stesse), 120 nella sanità, 60 nell'istruzione, 50 nell'ordine pubblico, 50 negli interessi sul debito pubblico. Senza i privati - la loro organizzazione, il lavoro e i contributi versati - nulla di tutto questo esisterà più come lo conosciamo.

Lo Stato oggi si atteggia a dispensatore di aiuti, ma questi aiuti altro non sono che le tasse dei privati passate o future, il debito pubblico è solo una anticipazione di tasse future pagate dai privati e ogni aumento di debito (questa crisi ci costerà oltre 400 miliardi) altro non è che future tasse per i nostri figli, peraltro pochissimi per la bomba demografica su cui siamo seduti. Lo Stato è come un amministratore di condominio che va in assemblea e dice ai proprietari degli appartamenti: «Vorrei che foste tutti molto riconoscenti a me amministratore perché, grazie al mio aiuto illuminato, vi ho consentito di avere il riscaldamento. Dovete essere riconoscenti e obbedienti». Non è vero, e apparirà molto chiaramente tra poco. Gli aiuti dello Stato sono le tasse dei privati, lo Stato le ridistribuisce e lo fa spesso in modo molto inefficiente.

Il secondo concetto che apparirà evidente nella crisi è appunto il costo è l'inefficienza dell'azione ridistributiva dello Stato. La pioggia di aiuti su capitoli singoli che riflettono il desiderio di visibilità di un ministro o di un partito non sarà sostenibile. Trovo da sempre surreale che un ministro (Difesa o Istruzione o qualsiasi altro) faccia interviste gloriandosi di avere ottenuto risorse per il proprio ministero o la propria base di riferimento sociale. Sempre nell'analogia condominiale è come se avessimo dieci aiutanti amministratori che si presentano all'assemblea gloriandosi di avere speso soldi (sempre i nostri soldi..) per rifare facciata, impianto di riscaldamento e così via. Li cacceremmo immediatamente con ignominia perché le spese condominiali le paghiamo noi, non loro. Eppure questa ignobile messa in scena va in onda da 30 anni.

Questa crisi spazzerà via questo modo di pensare e di atteggiarsi tipico del partito tax and spend, della cultura catto-comunista degli anni '80. Semplicemente non ce lo potremo più permettere con il debito al 170% del pil. L'azione ridistributiva dello Stato dovrà focalizzarsi sul recupero dell'evasione fiscale e contributiva, sull'efficientamento della spesa, sulla rimodulazione del welfare sostenibile, soprattutto sulla difesa della base imponibile. Avremo bisogno di amministratori bravi, non di cialtroni che prendono merito di avere speso i nostri soldi. Altrimenti il condominio fallisce (default o uscita dall'euro, che sono eventi simili) e se questo succederà le pensioni, la sanità e i risparmi degli italiani verranno spazzati via con gravissimo pregiudizio delle classi più deboli in nome delle quali sono stati fatti i peggiori scempi degli ultimi 30 anni (dal reddito di cittadinanza a quota 100 per citare i più recenti).

La terza emergenza è quella valoriale. La crisi della globalizzazione e del capitalismo «predatorio» era già evidente prima del coronavirus, così come la tendenza a un sovranismo o alla ridicola «decrescita felice» senza senso come fuga dalla realtà. Ricordiamo la storia, l'autarchia e l'oro del Duce, molto simile ai minibot e al «facciamo da soli» di questi tempi, oppure alla decrescita molto infelice di Cuba negli anni di Castro a cui spero nessuno aspiri.

Il mondo del 2020 è interconnesso, l'Europa è una necessità assoluta e un'ancora di salvataggio essenziale.

Si scontreranno probabilmente due visioni alternative in modo molto duro e forse per una volta senza la possibilità del compromesso, che è la base della politica. Da una parte la visione di uno Stato centralista, assistenziale, autoritario, con maggiore vocazione fiscale e tendenzialmente illiberale. Dall'altra uno Stato liberale, finalizzato a favorire l'impresa e l'iniziativa dei singoli, focalizzato su una regolazione efficace ma non pervasiva. In Italia questo dualismo sarà esacerbato nelle due visioni Nord-Sud, nel pubblico impiego rispetto al lavoro privato, nei «benestanti» (che saranno quelli che lavorano) rispetto agli «assistiti».

Purtroppo le tensioni tra le due visioni saranno molto elevate e ci potrà essere uno scontro sociale che da tempo non pensavamo possibile. La mia opinione su questo scontro è evidente, ma penso anche che la parte dei «buoni», quelli che lavorano, pagano le tasse correttamente e anche orgogliosamente, che fanno impresa insieme ai loro lavoratori e non contro, e sono genuinamente convinti che le fasce deboli debbano essere protette proprio dalla ricchezza generata da chi la produce, debba proporre esplicitamente un nuovo sistema valoriale.

Questo sistema valoriale deve prevedere anche un sistema fiscale che sposti imposizione dal lavoro alla rendita improduttiva (non l'impresa quindi), la richiesta pressante di efficienza nella pubblica amministrazione, un supporto individuale al terzo settore, l'incentivazione di investimenti di sviluppo sostenibili (il turismo in Italia in primis), la soppressione di indecorose e populiste azioni di insensata distruzione di ricchezza (Alitalia, per capirci), la creazione di una classe dirigente competente e onesta, lo sviluppo di un sistema educativo che consenta in modo esplicito l'ascensore sociale dei più meritevoli, non dei più ricchi.

Nello stesso tempo deve riconoscere che la generazione di ricchezza è un grandissimo merito e va celebrata, promossa e rispettata, non additata come ingiusta e da punire, proprio perché consente il sostegno a tutto quanto sopra, non l'opposto.

Che queste eccellenze siano mobilitate immediatamente! È necessario creare un consenso politico affinché queste competenze vengano raccolte e chiamate alla ricostruzione del Paese, della sua cultura, della sua capacità, del suo orgoglio.

Non sono ahimè le competenze (basta leggere i curriculum vitae in proposito e le realizzazioni pregresse...) che oggi ci governano, come apparirà palese tra pochissimo tempo, ma questa crisi può essere l'occasione per mobilitare le nostre eccellenze rapidamente. Oppure ci dovremo rassegnare a una società senza tutele per i più deboli, con mille conflitti e un livello di benessere collettivo che ci farà tornare a 50 forse 100 anni fa.

Dipende solo da noi.

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Commenti

Makatea

Dom, 26/04/2020 - 17:06

Sallusti, Sallusti, non cambiare direzione perché lo fa Berlusconi...

Tenedotante

Dom, 26/04/2020 - 17:36

Se molti elettori 'storici' hanno ritirato, o almeno sospeso, il consenso a Forza Italia, un motivo ci sarà, o no? Berlusconi muore dalla voglia di fare un partito con Renzi, per il quale stravede, e non ha tutti i torti se si pensa a quelli che ha avuto intorno finora.

Zecca

Dom, 26/04/2020 - 17:56

Recupero dell'evasione fiscale e contributiva.....ma lo sa Salvini di queste idee rivoluzionarie e antidemocratiche?

Pigi

Dom, 26/04/2020 - 18:03

Le solite frasi fatte: efficientamento, recupero dell'evasione (ma quale evasione, se non c'è più giro d'affari?). Le sentiamo da vent'anni, e da vent'anni non ne usciamo. Se non capiamo che vanno ridotte sia le pensioni che gli stipendi pubblici con un taglio progressivo a scaglioni, sarà la troika a imporcela.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Dom, 26/04/2020 - 18:08

Impossibile. Fintanto che lo Stato è costretto a chiedere in prestito con gli interessi la liquidità che gli serve, il debito non può che aumentare e insieme ad esso la pressione fiscale. Nel frattempo i creditori, che hanno tutto l'interesse a vedere il debito rinnovarsi e aumentare, prendono il posto dell'elettorato come primo interlocutore dei governi. E il ciclo vizioso continua.

Unoamareggiato

Dom, 26/04/2020 - 18:17

Scusi Direttore Sallusti, come mai queste idee innovative? Una inversione di rotta che mi stupisce.

mzee3

Lun, 27/04/2020 - 10:41

1 parte)Sallusti lei è GENIALE! Ha scoperto che dicendo ai suoi lettori che stando a casa per una epidemia si RISCHIA di avere difficoltà economiche, ma non solo, ha anche pensato di dire che chi non lavora e non ha da mangiare potrebbe fare atti violenti per sostentarsi. GENIOOOOO! Ma ha anche scoperto che la globalizzazione è stata una fregatura per la povera gente che si alza ogni mattina per lavorare ed è stata una manna per i capitalisti. Lo dica all'altro genio di Porro che ha fatto la sua carriera sulla parola LIBERISMO.

Giorgio1952

Lun, 27/04/2020 - 10:53

Commento di ieri del superfan berlusconiano "mortimermouse Dom, 26/04/2020 - 10:39 vi state sbagliando, a credere che berlusconi sia diventato come la sinistra! non è lui ad essere di sinistra, ma è la sinistra che sta spostando a destra.... :-) la faccenda cambia parecchio da questo punto di vista! dopotutto, berlusconi ha sempre detto che FI è alternativa alla sinistra! non sarà MAI una stampella di un governo di sinistra!" Mi pare che questo articolo di Sallusti vada invece in quella direzione.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 10:56

X Unoamareggiato 18.47: scusa, ma dove hai vissuto fino ad ora? Chiami "idee innovative" quelle che sono sempre state linea cardine del "il Giornale" e del suo ex editore diretto, nonché ex Presidente del Consiglio Berlusconi cui ha fatto riferimento in tutta la sua azione politica nel tentativo di modernizzare il Paese. Tentativo che, come si vede dai risultati, il mondo della sinistra, il tuo mondo, è riuscito a stoppare. Probabilmente tu vivevi sulla luna o, molto più pragmaticamente , negli ultimi vent'anni ti sei abbeverato soltanto alla fonte di Repubblica o, peggio, del fatto quotidiano.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 10:58

X Unoamareggiato 18.47: scusa, ma dove hai vissuto fino ad ora? Chiami "idee innovative" quelle che sono sempre state linee cardine del "il Giornale" e del suo ex editore diretto, nonché ex Presidente del Consiglio Berlusconi, cui ha fatto riferimento in tutta la sua azione politica nel tentativo di modernizzare il Paese. Tentativo che, come si vede dai risultati, il mondo della sinistra, il tuo mondo, è riuscito a stoppare. Probabilmente tu vivevi sulla luna o, molto più pragmaticamente , negli ultimi vent'anni ti sei abbeverato soltanto alla fonte di Repubblica o, peggio, del fatto quotidiano.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 11:09

X mzee3 10.41: scusa, ma credo che secondo te il reddito universale, genialata di beppe grillo per funzionare si debba basare sulla visione di un "mondo universale" e quindi totalmente globalizzato. Allora c'è anche una globalizzazione buona, quella dei nullafacenti, visto che chi liberamente produce reddito deve sparire dalla faccia della terra. Bravo, speriamo che davvero arrivino gli alieni da un'altro mondo per mantenerci tutti. La moltiplicazione dei pani e dei pesci è avvenuta circa duemila anni fa e poi basta, ora ci impediscono pure di andare in chiesa a pregare l'intervento provvidenziale di quel "Signore" lo ha fatto 2000 anni fa.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 11:12

X mzee3 10.41: scusa, ma credo che secondo te il reddito universale, genialata di beppe grillo, per funzionare si debba basare sulla visione di un "mondo universale" e quindi totalmente globalizzato. Allora c'è anche una globalizzazione buona, quella dei nullafacenti, visto che chi liberamente produce reddito deve sparire dalla faccia della terra. Bravo, speriamo che davvero arrivino gli alieni da un'altro mondo per mantenerci tutti. A dire il vero la moltiplicazione dei pani e dei pesci è avvenuta circa duemila anni fa e poi basta, ora ci impediscono pure di andare in chiesa a pregare l'intervento provvidenziale di quel "Signore" lo ha fatto allora.

lavitaebreve

Lun, 27/04/2020 - 11:13

LA MIA NON È UNA BATTUTA TANTO PER. COMINCIATE A STAMPARE ALMENO 10 MILIONI DI BIGLIETTI GRATTA E VINCI TUTTI VINCENTI DA UN MINIMO DI 5 MILA EURO A UN MASSIMO DI 500 MILA EURO. POI SI PUO' ANCHE SUPERARE QUOTA 10 MILIONI. INTANTO , INIZIAMO.

Anonimo51

Lun, 27/04/2020 - 11:46

Mio caro Sallusti, nonostante lo sforzo, credo le risulti difficile adeguarsi alla nuova linea politica di Berlusconi. La sola cosa che la potrà consolare e che non riguarderà solo lei, ma anche personaggi tipo Gasparri, Tajani e tanti altri : mal comune mezzo gaudio.

Savoiardo

Lun, 27/04/2020 - 11:59

L'Italia puo' avere un nuovo boom a patto che:-cada anche qui il muro di Berlino con cacciata della sinistra globalista dalle istituzioni; - i sindacati siano riportati ai loro compiti di difesa di lavoratori;-la Magistratura sia ricondotta ai suoi compiti istituzionali;-siano falcidiate le leggi inutili in guazza lla burocrazia;- .....molto altro. Sara' arduo.

stefano erbonio

Lun, 27/04/2020 - 12:16

sarei dell'idea di sottoscrivere un tal programma, quello che non mi è chiaro è chi dovrebbe attuarlo

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Lun, 27/04/2020 - 12:22

@scimmietta Non risulti molto comprensibile. Si capisce vagamente che secondo te Berlusconi è uno statista e modernizzatore fallito perché la sinistra gli ha impedito di governare, che chiunque non sia d'accordo con te fa parte della sinistra e che l'alternativa al liberismo è Grillo e la globalizzazione. Abbiamo capito bene?

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 13:00

X Quintus_Sertorius: comunque è inutile perdere tempo con chi non vuol capire, chi ha orecchie per intendere intenda!

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 13:08

X Quintus_Sertorius 12.22: dimenticavo, in alternativa c'è lo statalismo, ma purtroppo si è accertato che non ha funzionato .... c'è anche, fatto nuovo, il capitalismo di stato (cina) e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

èsemplice

Lun, 27/04/2020 - 13:21

Non capisco cosa ci sia da discutere sull'articolo di Sallusti. Senza dirlo espicitamente si capisce che la crisi economica alle porte e la conseguente crescita della disoccupazione si potranno combattere ed invertire solo con tagli importanti al costo dello stato e la sospensione e poi modifica sostanziale dello statuto dei lavoratori. Altre strade non ce ne sono. Discorsi vecchi? Azioni da intraprendere da mr. B e Renzi insieme? Draghi? Purtroppo, ma anche finalmente, stiamo arrivando al punto che non ci sono più scelte possibili. Chi deciderà e avrà la forza per portare aventi questo programma riceverà il consenso necessario. Con buona pace di tutti gli Anti qui presenti.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Lun, 27/04/2020 - 13:49

@scimmietta L'URSS era capitalismo di Stato. Il sistema cinese è secondo me più simile all'economia mista della Germania anni Trenta e dell'Europa fino agli anni Settanta: iniziativa privata e partecipazione statale. Valorizzazione dell'attività individuale, ma in un'ottica nazionalista e non scapito della collettività.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Lun, 27/04/2020 - 13:57

@èsemplice Ah sì? E perché invece non tagliamo il poltronificio che è l'UE e l'"accoglienza", modifichiamo le modalità di piazzamento del debito pubblico (ad esempio la famosa asta marginale) e nazionalizziamo la moneta? Uno Stato che deve chiedere in prestito la liquidità che gli serve sostituisce i creditori agli elettori come primi interlocutori di ogni governo, annullando la democrazia. E siccome ai creditori un debito pubblico in calo non conviene, i risultati sono prevedibili...

rrobytopyy

Lun, 27/04/2020 - 14:18

Ovviamente la stella Sallusti non brilla di luce propria. Prende luce dalla principale stella della costellazione Berlusconia.

KRVMG

Lun, 27/04/2020 - 14:23

“Da una parte la visione di uno Stato centralista, assistenziale, autoritario, con maggiore vocazione fiscale e tendenzialmente illiberale. Dall'altra uno Stato liberale, finalizzato a favorire l'impresa e l'iniziativa dei singoli, focalizzato su una regolazione efficace ma non pervasive” Concordo sull’esistenza del dualismo indicato dal Direttore. Tuttavia, l’ente accentratore e dirigista che esercita il suo potere in assenza di effettivo controllo per il bilanciamento dei poteri, e che produce ulteriore sovrabbondanza di direttive e burocrazia in grado di frenare la libera iniziativa imprenditoriale è proprio l’UE.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 14:55

X rrobytopyy 14.14: meno male, significa che in Italia c'è ancora qualche politico pensante.....

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 15:09

X KRVMG 14.23: .... ed è proprio per questo che la UE non funzione e va riformata.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Lun, 27/04/2020 - 15:17

@KRVMG Dimentichi che lo Stato liberale di Sallusti deve naturalmente prestare assistenza ogni qual volta la banca, assicurazione e multinazionale in crisi è definita "too big to fail". Nel qual caso l'assistenzialismo è sacrosanto. Sallusti parla solo delle famiglie e delle piccole aziende, per le quali devono valere le ferree leggi di mercato.

Ritratto di scimmietta

scimmietta

Lun, 27/04/2020 - 16:25

X Quintus_Sertorius: abbiamo capito che tu prediligi lo stato assistenziale tout court, quello tipico "romanocentrico", tutti dipendenti statali a reddito fisso .... ministeriali insomma .... o tutti in "alitalia".... poi chi deve produrre ....?

èsemplice

Mar, 28/04/2020 - 11:37

Ave Quintus Sertorius, il famoso poltronificio vale poco rispetto a ciò di cui abbiamo bisogno. Per il resto la sua ricetta è il solito indebitamento per usi non meglio specificati che in Italia vuol dire a scopo non produttivo. Se la meni come ha fatto per gli ultimi 30 anni intanto a breve l'unico modo per poter far ripartire l'occupazione sarà di equiparare i trattamenti per tutti i lavoratori: o ci pensa lo stato sospendendo lo statuto dei lavoratori oppure ci sarà un fiorire di partita IVA, in altre parole persone che, consci del vero peso delle tasse, pagheranno e pretenderanno (che anche lei e chi la pensa come lei si metta a lavorare)

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 28/04/2020 - 11:41

@scimmietti Sei ridicolo, troll. Cambia mestiere. E hai pure il coraggio di parlare di parassiti...

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 28/04/2020 - 12:22

@èsemplice Non ho parlato di nuovo debito da nessun parte. Solo di modificarne l'emissione futura per riportare i governi sotto il controllo dell'elettorato. E mi sa che sei tu che hai bisogno di lavorare, per me e alla mia famiglia provvedo benissimo io con le mie forze. Dice la saggezza popolare: "la gallina che canta ha fatto l'uovo", e sono sicuro che, visto che accusi a destra e manca, sei tu che percepisci qualche forma di rendita senza alzare un dito.

èsemplice

Mar, 28/04/2020 - 14:05

Quintus, mi scuso per la mia llusione offensiva. Comunque menare il cane per l'aia, per rimanere alla saggezza di cui sopra, è quello che è stato fatto per 30 anni. Capisco che per lei vada bene ma il cane non glie la fa più. Ho paura che, come tantissimi altri, invece di ragionare su questa evidenza si preferisca buttarla in caciara. Per sostenere lo Stato servono risorse che solo il lavoro può portare. Questo si creerà solo eliminando pesi e storture che, è sotto gli occhi di tutti basta voler vedere, hanno causato la nostra decrescita. Mi auguro voglia prendere questo come assunto per qualsiasi discussione, altrimenti si troverà a trascinare il cadavere del cane.

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mar, 28/04/2020 - 15:06

@èsemplice Mi scuso anch'io. Penso anch'io che uno Stato che si limita a mungere i lavoratori non possa risollevarsi. E concordo in pieno con chi vuole eliminare il peggior assistenzialismo (metà della PA, pensioni irragionevoli, reddito di residenza, "accoglienza", etc etc) e la burocrazia ipertrofica di cui godiamo. Ma sono certo che queste riforme, non accompagnate da una ristrutturazione del meccanismo di emissione e pagamento dei titoli di Stato e della moneta, si rivelerebbero inutili quanto riformare il meccanismo senza tagliare gli sprechi. Anche se ai partiti odierni fa comodo alimentare l'illusione che non si possa essere dalla parte dei lavoratori senza volere un'espansione della burocrazia, o volere la semplificazione burocratica senza passare dall'annullamento dei diritti di certe categorie, il contrasto è solo apparente. Il sistema migliore si è storicamente rivelato quello misto, né statalista né liberista.

èsemplice

Mar, 28/04/2020 - 20:25

Quintus, purtroppo la questione fiscale è ampiamente superata dalla realtà di Lafer e ho l'impressione che la riduzione importante del carico fiscale non sia neanche più messa in discussione dai grillini. Sto parlando di liberare le pulsioni creative del Paese che per essere effettuate necessitano di equiparare l'offerta di lavoro alla domanda e non di pretendere, in modo controproducente, il contrario. Per esempio, a CIG è un non senso: pagare persone per non lavorare è deleterio economicamente perchè un costo inproduttivo e perchè si mantengono in vita aziende che evidentemente non sono in grado di reggere la competitività del mercato. (continua)

èsemplice

Mar, 28/04/2020 - 20:26

(continua) Lo sono anche dal punto di vista comportamentale perchè non spingono le persone ad organizzarsi ed ingegnarsi per trovare e/o creare lavoro. Detto questo è ovvio che parallelamente è necessario sburocratizzare, delegiferare ed efficientare il sistema giudiziario. REsto convinto che questo si ottenga in modo migliore in una vera democrazia, sostenuta da una cittadinanza responsabile e non in una dittatura o semidittatura. Il nostro governo sta mettendo in pista la peggior ricetta possibile, ci sta trattando come immaturi incapaci di prendere decisioni, sta assecondando quelli di noi che non vogliono storie, non vogliono responsabilità e vogliono la sicurezza totale senza pagarne il prezzo economico ma al costo della libertà. Libertà, per esempio, di scegliere se comprare o meno i titoli di Stato in base al loro reale valore nel tempo, ancorato ad una moneta che non può essere "taroccata".

Ritratto di Quintus_Sertorius

Quintus_Sertorius

Mer, 29/04/2020 - 13:12

@èsemplice La teoria di Laffer è come il comunismo. La sua adozione a livello governativo ha prodotto solo e sempre un'esplosione del deficit e del debito pubblico. Pessima idea per un paese come il nostro. Cosa si intende per moneta "non taroccata". Una moneta stabile nel tempo? Una moneta garantita da beni reali? Si tratta di caratteristiche che oggi nessuna valuta di riserva possiede. Bisognerebbe tornare al modello pre-1981, o addirittura pre-Bretton Woods. Per le aziende mantenute in vita a forza possiamo ringraziare la cartellizzazione e il comodo concetto del "too big to fail", che è stato pubblicizzato dopo il 2008. Sarebbe necessaria una legislazione antimonopolistica e vietare ai governi di annaffiare aziende in cui non hanno alcuna partecipazione. Essere legati al cartello UE-BCE impedirà naturalmente la realizzazione di una qualunque di queste riforme perché ci priva dell'autonomia legislativa. Tutto inizia con il legislatore.