"Non paghiamo la Tari": commercianti in rivolta

Da Milano a Cremona, artigiani e lavoratori non ce la faranno a pagare l'acconto della nuova tassa: "Siamo al collasso"

"Non paghiamo la Tari": commercianti in rivolta

Sciopero fiscale. Commercianti e artigiani non ne possono più. Le tasse continuano a flagellare il paese e l'ultima arrivata, la Tari, colpisce soprattutto loro. A Cremona, come racconta Libero, hanno annunciato un vero e proprio sciopero fiscale, rifiutandosi di pagare i bollettini entro la scadenza del 16 settembre e spegnendo le vetrine in segno di protesta. Questo perché le imprese cremonesi hanno visto lievitare la tassa fino al 600%. Ma la protesta si allarga a macchia d'olio, soprattutto al Nord. A Milano, dove il Comune ha ridotto al minimo l'intervallo di di tempo tra il pagamento dell'acconto (16 settembre) e quello del saldo (30 novembre), gli imprenditori meneghini dovranno uscire 289 milioni di euro per pagare il nuovo balzello. Le associazioni di commercianti e artigiani hanno già avvertito che molte imprese non ce la faranno a pagare la Tari prevedendo un'evasione fiscale obbligata. Come se tutto ciò non bastasse, c'è poi il caos dei bollettini. Infatti, un quarto dei contribuenti milanesi non ha ancora ricevuto i moduli con il calcolo dell'importo esatto da versare entro martedì 16 settembre. E mancano tre giorni...

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