Bomba migranti dalla Libia: in 500 pronti ad entrare in Italia

Tra migranti a bordo della GeoBarents, nave dell'Ong francese Medici Senza Frontiere, e altri invece in avaria in acque maltesi, sono quasi 500 le persone che nelle prossime ore potrebbero entrare in Italia

Bomba migranti dalla Libia: in 500 pronti ad entrare in Italia

Dalla Libia si continua a partire. A dimostrarlo non sono soltanto gli sbarchi degli ultimi giorni avvenuti a Lampedusa, ma anche il numero di migranti soccorsi o avvistato a largo del Paese nordafricano.

Conti alla mano, sono almeno 490 le persone che aspettano di entrare in Italia o di essere soccorse. Di queste, 410 sono a bordo della GeoBarents, ossia la nave dell'Ong francese Medici Senza Frontiere. Il mezzo ha compiuto a ridosso dell'ultimo fine settimana almeno sette operazioni, tutte non lontano della coste della Tripolitania.

Un ulteriore segnale di come le partenze da qui siano sempre più in aumento. Già lunedì gli attivisti dell'Ong hanno chiesto un porto sicuro dove sbarcare. La richiesta è stata inoltrata alle autorità italiane e maltesi. Medici Senza Frontiere sui propri canali social ha invitato a fare in fretta: “I migranti sono stremati”, si legge in uno degli ultimi post pubblicati su Twitter.

Per la GeoBarents si è trattata della prima vera missione nel Mediterraneo centrale. Con questa nave l'Ong francese è tornata ad essere in prima linea nel tratto di mare dove scorrono i barconi della rotte tra Italia e Libia. In precedenza Medici Senza Frontiere aveva operato con la Vos Prudence, accantonata però dopo le inchieste aperte a Trapani nell'agosto del 2017 sull'operato delle Ong.

Per alcuni anni poi l'organizzazione ha dato manforte alla Sos Mediterranée prima a bordo della nave Aquarius e successivamente a bordo della Ocean Viking. Nello scorso mese di maggio, l'Ong ha annunciato di essere tornata ad operare autonomamente. La GeoBarents attualmente non è lontana dalle coste siciliane. Nelle prossime ore potrebbe arrivare il via libera per lo sbarco in uno dei porti del sud Italia, come già accaduto diverse volte ad altre navi Ong in questi primi sei mesi dell'anno.

Gli altri 80 migranti in attesa invece si trovano a bordo di un barcone in acque Sar maltesi. A denunciare lo stato di avaria dell'imbarcazione è stato su Twitter il network Alarm Phone, da cui è partito l'appello alle autorità competenti di intervenire al più presto.

La situazione a Lampedusa

Intanto non si placano gli sbarchi anche sull'isola più grande delle Pelagie. Nelle scorse ore è salita alla ribalta la storia di Vincenzo Partinico, un pescatore che ha salvato 24 migranti a 39 miglia dalle coste lampedusane: “Vincenzo è l'orgoglio di Lampedusa – ha commentato su AdnKronos il sindaco Totò Martello – la sua azione dimostra più di tante parole come chi è a mare non guarda né al colore della pelle né ai cavilli burocratici, ma agisce in funzione di una regola unica: chiunque va salvato”.

Il primo cittadini ha messo a disposizione del pescatore il suo legale: Partinico è stato infatti denunciato in quanto la sua imbarcazione si trovava in un'area in cui non avrebbe

dovuto stare. Sull'isola c'è preoccupazione invece sul fronte sanitario: dieci migranti sono stati trovati positivi alla variante Delta del coronavirus e sono stati posti in quarantena su una delle navi per l'accoglienza.

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