Sbarchi senza fine: l'hotspot di Lampedusa è (ancora) al collasso

Dopo il maxi sbarco di sabato, nella notte sono arrivati altri migranti. Nel centro di accoglienza di contrada Imbriacola ci sono 1.100 ospiti

Sbarchi senza fine: l'hotspot di Lampedusa è (ancora) al collasso

Lampedusa come un fiume in piena: non si arrestano le ondate di migranti che hanno reso l’isola maggiore delle Pelagie ancora una volta protagonista dei viaggi della speranza. Anche la scorsa notte sono arrivati nuovi barchini con a bordo stranieri. Circa un centinaio. Come ciliegina sulla torta, dopo un weekend in cui sono arrivati più di mille extracomunitari, ecco che si ricomincia con la conta. Sull’Isola non c’è posto, gli spazi sono ristretti: l’hotspot abilitato ad accogliere 95 persone è stato riempito in ogni angolo straripando. Difficile gestire in questo contesto il meccanismo dell’accoglienza. Due gli sbarchi di stanotte: nel primo ne sono approdati 42, fra loro quattro minorenni e undici donne. Al seguito, gli altri 40, avvistati e soccorsi in mare.

A fronte di questi eventi,la prefettura di Agrigento ha predisposto per oggi l’inizio delle operazioni per lo smaltimento dell’hotspot di contrada Imbriacola. Saranno in 180 a lasciare l’isola. In 100 sono stati imbarcati sul traghetto della linea Sansovino e arriveranno in serata a Porto Empedocle. Il loro cammino proseguirà poi alla volta del Cara di Crotone. I rimanenti 80 in serata lasceranno l’Isola a bordo di una motovedetta per essere poi trasferiti al centro d'accoglienza di Caltanissetta. Nonostante i primi trasferimenti la situazione dentro l’hotspot rimane critica con 1.100 ospiti.

Quello che emerge dalla struttura sono immagini che rievocano quanto accaduto la scorsa estate. Nonostante l’allarme sui flussi migratori provenienti dall’Africa sia scattato già durante la primavera, non si è arrivati pronti ad affrontare l’emergenza. Nel quadro di un contesto delicato come questo, i cittadini non mancano di far sentire il rammarico per un fenomeno che non accenna a placarsi. Il contesto sanitario è ancora particolare e l’arrivo dei migranti non facilita di certo la situazione. Da un lato Lampedusa alle prese con l’emergenza, dall’altro, rimane accesa la questione dei rimpatri dove l’Unione Europea si è manifestata piuttosto silente. In tal senso il ministro dell’Interno, Luciana Lamorgese, nel corso del vertice sulla sicurezza che si è svolto a Firenze è ritornata sull’argomento: "Ho chiesto in Europa – ha affermato il ministro - che facessero accordi di rimpatrio a livello europeo. Speriamo si riesca quanto prima. Si tratta di attività significative. È necessario procedere ai rimpatri e soprattutto agli accordi con Paesi terzi dove l'unico che funziona è quello con la Tunisia". Nel frattempo la GeoBarents dell'Ong Medici Senza Frontiere, rimane in attesa di risposte per entrare in Italia o a Malta con 410 migranti a bordo.