Oltre 2000 cani abbandonati, la campagna: “Noi non siamo contagiosi”

Alla tragedia del Coronavirus, si sta unendo anche il problema degli abbandoni degli animali da compagnia da parte di chi per ignoranza, è convinto che possano passare il virus

Nonostante gli appelli da parte delle autorità, le mobilitazioni e i consigli, non si ferma la barbara modalità di abbandonare gli animali, soprattutto i cani. Non si tratta questa volta di andare in vacanza, chi lo sta facendo, nel migliore dei casi portandoli ai canili, altri abbandonandoli per la strada, sostiene di non poterli più gestire a causa del Coronavirus.

Ma i coronavirus sono una grande famiglia di virus non esiste soltanto il Covid-19 ma moltissimi altri. Alcuni coronavirus causano malattie nelle persone, come appunto il Covid-19, mentre altri causano malattie in alcuni tipi di animali, come bovini, cammelli e pipistrelli. Alcuni coronavirus, come i coronavirus canini e felini, infettano solo gli animali e non infettano l'uomo. Al momento, non ci sono prove che gli animali da compagnia, inclusi gli animali domestici, possano diffondere COVID-19 o che possano essere una fonte di infezione

Questa premessa perché dal 20 febbraio sono entrati nei canili quasi duemila animali (cani ma non solo). il 30% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. In pochi giorni, le nuove entrate nei cento canili monitorati dall’Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente) sono comprese tra i da 7mila e i 9mila cani. Numeri impressionanti e vergognosi, ricordati anche in conferenza stampa dal capo della protezione civile Borrelli:

"Ci segnalano da più parti l'abbandono di animali domestici, cani in particolare. Comportamento particolarmente deprecabile, anche perché non c'è alcuna possibilità di diffusione del contagio da Covid-19 tramite i nostri animali”. Un’altra voce autorevole, che ci auguriamo venga ascoltata, che si unisce alle tante che in questo periodo si sono unite per sensibilizzare tutti contro questo malcostume.

E’ nata anche una campagna di sensibilizzazione da parte della Croce Rossa Italiana, Comitato Area Metropolitana di Roma Capitale e provincia e dall’Ordine Medici Veterinari di Roma e provincia: “I cani ed i gatti non infettano gli umani con il Covid-19, quindi, non li abbandonate!”. Promotori dell’iniziativa anche il Pet Carpet Film Festival e alcuni personaggi del mondo dello spettacolo, tra i quali Lino Banfi, Giancarlo Magalli, Enzo Salvi, Cinzia Leone, Lillo, Alda D’Eusanio, Carmen Russo, che hanno invitato a seguire il loro esempio ed abbracciare ancora più forte il proprio amico a quattro zampe.

Cosa ne pensano i virologi?

Jonathan Ball, professore di virologia molecolare all'Università di Nottingham ha dichiarato: "Non ci sono prove che il coronavirus possa essere trasmesso dai cani e sarebbe incredibile per un virus fare così tanti salti di specie in così poco tempo. L’ultima cosa che dobbiamo fare è creare un'isteria di massa sulla possibilità che i cani siano infettati e quindi potenzialmente trasmettere questo virus quando non c'è assolutamente alcuna prova per questo”.

La presidente dell'Associazione veterinaria britannica Daniella Dos Santos ha dichiarato: "L'attuale consiglio dell'Organizzazione mondiale per la salute animale (OIE) conferma che la via di trasmissione è da uomo a uomo”. Volendo sentire anche pareri italiani, il famoso veterinario il Dott. Stefano Corbetta in un articolo ha sottolineato che: “Per quanto riguarda il caso del cane risultato (debolmente) positivo al Coronavirus, la stessa Federazione degli Ordini dei Medici Veterinari (FNOVI) afferma: 'Non vi è nessuna evidenza scientifica di un trasferimento dell’infezione da uomo a cane, men che meno da cane a uomo. La presenza di tracce di virus nell’animale potrebbe essere del tutto casuale e dovuta al suo semplice contatto con il proprietario'”.

I commenti saranno accettati:
  • dal lunedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 20:00
  • sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 18:00.
Non sono consentiti commenti che contengano termini violenti, discriminatori o che contravvengano alle elementari regole di netiquette.
Qui le norme di comportamento per esteso.