Cronache

Ora Greta vuole rieducarci, delusione no vax e Fini: quindi, oggi...

Quindi, oggi...: il libro di Greta, le multe ai no vax e il ritorno dell'ex leader di An

Ora Greta vuole rieducarci, delusione no vax e Fini: quindi, oggi...

- Ascoltati tutti (e dico tutti) gli interventi a Camera e Senato, posso dire due cose: 1) che non ho mai provato cotanta noia; 2) che Giorgia Meloni può stare tranquilla: le opposizioni sono rimaste annichilite, afone, non le daranno alcun fastidio (imbarazzante l’intervento di Letta). Piuttosto, mi guarderei dal fuoco amico: la difficoltà più grande sarà quella di tenere insieme tutta la coalizione, mantenendo la barra dritta ma senza umiliare i compagni di viaggio. Auguri.

- Elon Musk pronto ad acquistare Twitter. Se ci riesce, ma soprattutto se riesce a cambiare quel circoletto radical chic, bravo lui.

- Due influencer vanno agli Uffizi, si piazzano davanti alla Venere di Botticelli con il prosperoso seno al vento e pubblicano il tutto sui social. Un esponente locale di Fdi protesta. Il museo chiede la rimozione delle fotografie. In due però fanno 10 milioni di follower: non capisco bene perché Ferragni sì e loro no. Tanto ormai vediamo tette ovunque.

- Lucio Caracciolo: “Se hai 10mila euro cash non sei povero”. Già, ma non sei manco ricco. Ed è questo concetto - ovvero l’idea della classe media, che produce e spende senza diventare milionaria - che proprio a sinistra non entra in testa.

- Sapete perché Gianfranco Fini, al contrario delle colonne di An che erano con lui, non potrà mai tornare nell’agone politico? Perché ha mancato all’unico principio irrinunciabile della destra italiana: non tradire. E lui l’ha fatto non solo con i principi (casa di Montecarlo) ma anche con le scelte politiche (Futuro e Libertà). La storia ci dice che ha avuto ragione Meloni. E torto Fini.

- Sul tetto al prezzo del contante non starei a disquisire nel merito della norma. Dovrebbe invece interessare il significato politico di quanto successo ieri: Giorgia Meloni ha difeso a spada tratta, e in diretta tv, una proposta della Lega. Non è roba da poco.

- Mosca vorrebbe continuare a mandarci gas tramite North Stream 2, Berlino però fa sapere che a causa delle esplosioni avvenute pochi giorni fa (hanno colpito North Stream 1, ma forse i gasdotti sono entrambi danneggiati) è “tecnicamente impossibile” utilizzarlo. Tradotto: resteremo senza metano russo, il che oggi grazie agli stoccaggi (di gas russo, va precisato) potrebbe non essere un problema. Ma il prossimo inverno, chissà

- Adolfo Urso, ministro del Made in Italy, torna a ribadire quello che la Lega non vuole sentirsi dire: ovvero che Meloni non farà uno scostamento di bilancio. Le risorse per le bollette vanno cercate nelle “pieghe di bilancio” (e quante ne ha?) e negli extraprofitti. Ma basteranno?

- Ma i commentatori e i telecronisti si rendono conto che definiscono “fortissimi” giocatori bravini, se non mediocri?

- Andrea Crisanti rinuncia allo stipendio da senatore e continuerà a prendere quello da professore universitario. I due emolumenti non sono sommabili. A quanto pare Crisanti becca più nel suo ruolo all’Università di Padova: bene, bravo lui. Piccolo appunto: tanto alla fine sempre noi contribuenti paghiamo. Non ci è cambiato granché

- Ciaone price cap. Lo dice chiaramente il ministro dell’Energia della Norvegia: “Non è il governo norvegese a vendere il gas, sono le aziende private. Per questo il modo più ragionevole" per intervenire "è avere un quadro commerciale in cui le aziende si incontrano”. Mi sa che le “decisioni” annunciate da Draghi sono di là da venire

- Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare. Devono averlo capito i sostenitori No Vax di Fratelli d’Italia e Giorgia Meloni. Dopo l’infuocato discorso alla Camera contro il “modello Speranza” e a favore della “libertà”, il ministro Ciriani fa sapere che no: non c’è intenzione di cancellare le multe contro gli ultra 50enni no vax ma solo di rimandarle. Solito giochino di proroghe all’italiana, che non mi pare rispetti il progetto programmatico enunciato in Senato.


- Repubblica pubblica (scusate il gioco di parole) uno stralcio del libro di Greta Thumberg (lo so, non aspettavate altro). Basta l’attacco del pezzo per capire: “La risposta alla domanda se dovremo concentrarci sul cambiamento dei singoli o del sistema è che non ci può essere l’uno senza l’altro. (…) Per mantenerci in linea con i nostri obiettivi climatici - e quindi scongiurare i rischi peggiori di innescare una catastrofe - dobbiamo modificare per intero le nostre società”. In pratica vuole rieducarci tutti. Ma io ve lo dico: vegano o vegetariano non lo diventerò mai. Farò la Resistenza

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