"Non puoi vivere all'occidentale". A Ferrara la furia dell'islamico sulla figlia

La ragazza voleva decidere che tipo di lavoro svolgere, come vestirsi e quali persone frequentare, tutte richieste osteggiate dal genitore e dal fratello

Picchiata e chiusa in cantina, giovane marocchina fa arrestare il padre

Quando sono cominciate le violenze nei suoi confronti aveva appena 14 anni. I soprusi avvenivano in famiglia perché la giovane, di origini marocchine, voleva vivere come se fosse un’occidentale. Non è il primo caso e non sarà l’ultimo quello della ragazza che oggi vive a Ferrara e che ha avuto il coraggio di denunciare il padre e il fratello. I famigliari la minacciavano di morte, la malmenavano in continuazione e, in più di un'occasione, l'hanno tenuta rinchiusa in cantina legata ad una sedia. Tutto ciò per impedirle di fare quello che voleva, ossia condurre un'esistenza che andava contro i diktat dell'islam.

Dopo quattro anni di sofferenze, come ricostruisce oggi Repubblica, l’ormai 18enne ha deciso di rivolgersi alla polizia, raccontando quello che ogni giorno le accadeva in casa. A quel punto, la squadra mobile di Ferrara ha arrestato il padre di 56 anni e ha imposto al fratello 32enne di non avvicinarsi alla ragazza. Le accuse nei loro confronti sono pesanti: maltrattamenti, minaccia grave e sequestro di persona in concorso. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la decisione della giovane donna di avorare in un ristorante e andare a vivere in un’altra provincia (la famiglia abita nel Bolognese). Il padre le ha intimato di tornare a casa, altrimenti l’avrebbe uccisa. La 18enne ha avuto paura e ha denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine.

Davanti ai poliziotti la ragazza ha vuotato il sacco e ha raccontato tutto. Le violenze e le minacce andavano avanti da anni. La loro fede cieca nell'islam spingeva padre e fratello a osteggiare la voglia di libertà della figlia sin da quando era adolescente. Ancora minorenne era stata costretta a sposare il cugino in Marocco, dove aveva soggiornato per un po’ di tempo. Poi il ritorno in Italia, da sola con la famiglia, poiché il marito ha preferito rimanere nel Paese d’origine. Qui, i problemi sono aumentati, perché la ragazza ha cominciato a ribellarsi, provando a vivere la vita che le piaceva.

A una psicologa incaricata dai giudici, la 18enne ha confidato che avrebbe voluto fare l’estetista fin da piccola, ma che il padre si è opposto con tutte le forze. Nel suo recete passato c’è anche un tentativo di suicidio, sventato dal tempestivo intervento di un’amica. Insomma, una vita infernale quella vissuta fino a oggi dalla ragazza marocchina, che adesso spera di dare una svolta definitiva alla sua esistenza, liberandosi da un fardello pesante e doloroso.

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