La "profezia" del professore: "L'Europa sarà presto africana"

Il docente emerito di Linguistica dell'Università Roma Tre Raffaele Simone è preoccupato, poiché il processo di immigrazione illegale continua senza sosta

La "profezia" del professore: "L'Europa sarà presto africana"

Il docente emerito di Linguistica dell'Università Roma Tre Raffaele Simone non ha dubbi: “La sterzata a destra del Paese deriva soprattutto dalla paura dell'immigrazione”. L’autore di numerosi saggi sulla modernità, la sua cultura e i suoi problemi, in un’intervista al quotidiano Italia Oggi, fa il punto sui flussi migratori in tempo di pandemia da Covid-19. “In tempi veloci – spiega - l'Europa diventerà islamica e si africanizzerà. Faremo la stessa fine dell'Impero romano distrutto dalle invasioni barbariche. È il risultato del politicamente corretto, dell'accoglienza senza limiti”. Simone è preoccupato, poiché il processo di immigrazione illegale continua senza sosta e con l’arrivo dell’estate la situazione diventerà anche peggiore.

L’Europa, secondo il docente, è accogliente, a differenza di altri continenti, e in più la situazione nel terzo mondo, soprattutto dopo la sciagura del Coronavirus, si è fatta ancora più difficile. È chiaro che tra morire in Africa e vivere di stenti in Europa si sceglie la seconda soluzione. Simone analizza la politica sui flussi migratori in Italia, dove ci sono le destre che tentano in tutti i modi di frenare l’immigrazione e coloro, definiti il “club radicale” dal professore di Roma Tre, per i quali l'altro, chiunque sia, deve essere ospitato a qualunque costo.“Questa posizione ottusa – dice Simone – non è solo propria dei partiti di centrosinistra, nei quali l'inclusivismo dei cattolici si unisce a quello delle sinistre, ma anche di diversi maîtres-à-penser, uomini e donne, che arrivano a sostenere la folle tesi che gli Stati non hanno diritto di decidere chi può varcare i loro confini e chi no”.

Il docente si posiziona al centro tra queste due filosofie di pensiero, definendosi “spirito laico” e indipendente, che cerca i criteri per distinguere tra chi è compatibile con il paradigma democratico europeo e chi no. Per Simone la situazione più delicata in Europa è quella della Francia. “In altri Paesi (Regno Unito, Belgio, Svezia) – commenta – ci sono segni di adattamento, non da parte degli immigrati, ma dei governi. Si accetta silenziosamente che tribunali islamici informali si occupino di certe tematiche e che si creino scuole islamiche distinte da quelle nazionali”. Il docente ritiene che sarebbe utile “studiare meglio i flussi prima che arrivino o appena arrivati, per prevedere quale delle due figure i nuovi arrivati assumeranno. Poteva essere la buona occasione per dar da fare a eserciti di sociologi e di antropologi, invece che di navigator”.

Sulla possibilità di integrazione Simone è scettico. “L'accoglienza senza limiti – conclude – porterà a realizzare la profezia descritta da Michel Houellebecq nel suo truce romanzo ‘Sottomissione’. Più velocemente di quanto immaginiamo, l'Europa diventerà islamica e si africanizzerà e si scoprirà, come diceva Paul Valéry, che non è che un piccolo promontorio dell'Asia. Per me, piuttosto che dissipare fortune per accogliere e mantenere chicchessia, sarebbe meglio favorire due politiche parallele: investire per sostenere le famiglie giovani e indurle a far figli, e studiare piani per scoraggiare la follia demografica del continente africano”.

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