"Pronti a tutto per la pace". Il Vaticano sente Mosca

Telefonata tra il segretario di Stato Pietro Parolin ed il ministro degli Esteri russo. Al centro della conversazione c'è stato spazio per parlare dei corridoi umanitari. La Santa Sede, però, insiste per la pace e per la via diplomatica

"Pronti a tutto per la pace". Il Vaticano sente Mosca

Il Vaticano è in campo per la pace ed oggi il segretario di Stato e cardinale Pietro Parolin ha avuto modo di sentire via telefono il ministro degli Esteri russo Lavrov. In un primo momento, era stata solo Mosca a dare la notizia dello scambio telefonico. Poi, però, è arrivata anche la comunicazione da parte della Sala Stampa della Santa Sede.

La formula è quella consueta: "Il cardinale - ha fatto sapere Matteo Bruni, che è il vertice della Sala Stampa - ha trasmesso la profonda preoccupazione di Papa Francesco per la guerra in corso in Ucraina e ha riaffermato quanto detto dal Papa domenica scorsa all'Angelus. In particolare - si apprende sempre per il tramite della nota della Santa Sede - ha ribadito l'appello perchè cessino gli attacchi armati, perchè si assicurino dei corridoi umanitari per i civili e per i soccorritori, perchè alla violenza delle armi si sostituisca il negoziato".

Dalle parti di piazza San Pietro hanno dunque invitato la Russia ad interrompere la guerra, com'era pronosticabile. E a trovare una soluzione che passi esclusivamente attraverso la via diplomatica.

Il Vaticano, attraverso la posizione ufficialmente espressa da Pietro Parolin, ha anche ribadito di essere disposto a tutto "per la pace". Un comunicato stampa riportato dall'agenzia Nova fa sapere quanto segue: "In connessione con la preoccupazione di Parolin per la situazione in Ucraina, Lavrov ha delineato al suo interlocutore la posizione di principio russa in merito alle cause e agli obiettivi dell'operazione militare speciale in corso in Ucraina".

Entrambi, tanto Parolin quanto Lavrov, stando a quanto si legge dalla nota provieniente da Mosca, hanno avuto modo di esprimere "la speranza che il prossimo round di colloqui tra Mosca e Kiev si tenga il più presto possibile e raggiungano un accordo sulla risoluzione dei problemi chiave alla base della crisi ucraina al fine di risolverla e fermare le ostilità".

Domenica, nel corso dell'Angelus, papa Francesco aveva tuonato contro l'invasione operata dalla Russia, mentre è notizia di ieri l'invio di due cardinali ai confini tra Polonia ed Ucraina. La diplomazia del vescovo di Roma, dopo la rottura degli schemi con la visita in prossimità dello scoppio del conflitto presso l'ambasciatore russo in Vaticano, sembra subire un'accelerata decisa.

L'attenzione è sì rivolta alla tutela ed alla costruzione dei "corridoi umanitari" ma il Papa ed il segretario di Stato lavorano soprattutto per la fine delle ostilità. Nel corso di queste settimane, Parolin aveva anche avuto modo di manifestare tutto il sostegno e la prossimità possibile alla Chiesa greco-cattolica di Kiev. Adesso, però, la Santa Sede ha sentito direttamente la Russia di Vladimir Putin.

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