Il "faccia a faccia" con il virus "Così abbiamo isolato Covid"

È stato sequenziato il genoma di due pazienti. È la prima volta che nel Sud Italia si contribuisce alla ricerca scientifica internazionale sul Covid-19

Il "faccia a faccia" con il virus "Così abbiamo isolato Covid"

"Oggi la verità è un ordine" scrive Albert Camus ne "La Peste". Oggi la verità è che "è impossibile tornare alla vita di prima" come spiega al Giornale.it l'epidemiologo Pierluigi Lopalco. Possono sembrare un ordine queste parole così forti, ma altro non sono che la verità. Lopalco si dice "sconvolto" dopo aver visto le immagini della movida notturna di Padova. "Io spero che sia stata una reazione acuta all'apertura del lockdown e che la gente riesca a capire che non deve più fare queste cose. - spiega -Se si riprende con quell'andazzo, la ripartenza dell'epidemia è dietro l'angolo.".

Il responsabile della task force epidemiologica della Regione Puglia ce lo dice al termine di un'importante giornata per il mondo scientifico. "Un piccolo tassello che si aggiunge al panorama scientifico internazionale" come lo definisce a ilGiornale.it Antonio Fasanella, direttore generale dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Puglia e Basilicata. Ieri, infatti, nei laboratori pugliesi, è stato sequenziato il genoma di due virus "Sars Cov 2". In parole semplici, sono stati presi i virus di due pazienti pugliesi positivi al Covid-19 e sono stati analizzati. La suddivizione del virus in sequenze permette di comprendere meglio le sue mutazioni nel tempo. "È dal sequenziamento che nei prossimi giorni si può scoprire da dove viene il ceppo che è stato diffuso in Puglia e nei prossimi giorni faremo lo stesso lavoro in Basilicata" ha dichiarato, ancora, Fasanella. Il cosiddetto 'sequenziamento' "ricostruisce l'intero genoma del virus" come ci spiega il ricercatore Angelo Parisi che fa parte dell'equipe di quattordici medici dell'istituto zooprofilattico sperimentale pugliese e lucano. I dati dei virus analizzati vengono poi depositati in una rete di informazioni messe a disposizione di tutti gli scienziati che in questo momento stanno lavorando allo studio del Coronavirus.

"È la prima volta che un laboratorio del Sud Italia è riuscita a isolare il virus. Questo tipo di lavoro avviene in laboratori dove c'è un livello di sicurezza molto alto, parliamo del terzo livello di biosicurezza. Questo è un virus che non cresce facilmente, è difficile isolarlo, farlo crescere e quindi mantenerlo nelle colture." dice Lopalco. La scoperta del gruppo di studio pugliese è importante perché si hanno due nuovi ceppi "rappresentativi di quello che è circolato in Puglia". Una volta che il virus è stato sequenziato e il genoma viene riportato, come detto, nelle banche dati internazionali si "contribuisce a quello sforzo generale di ricostruire il percorso del virus. Si analizzano le mutazioni che ha seguito (il virus) quando ha infettato i pazienti e possiamo sapere che viaggio ha fatto" ci dice meglio Lopalco.

Questo è il primo passo dell'istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata verso un percorso più lungo, "ora - dichiara, ancora, Lopalco -il laboratorio porterà avanti altre ricerche di diverso tipo, come la sperimentazione in vitro di un farmaco, la valutazione dell'efficacia di anticorpi monoclonali e quindi la scoperta di nuove terapie".

I virus sequenziati sono di due pazienti pugliesi, come dicevamo, una di Lecce e uno di Foggia che sicuramente non appartengono alla stessa catena di contagio perché vivono a trecento chilometri di distanza e non possono essere venuti a contatto nel periodo di quarantena. In questo modo è stato possibile isolare due distinti ceppi virali e la conoscenza del genoma è fondamentale per accelerare in modo significativo la ricerca e lo sviluppo di medicine e/o vaccini.

Il lavoro è stato realizzato nel laboratorio di genetica ed epidemiologia molecolare della sezione diagnostica provinciale di Putignano (in provincia di Bari) dell’istituto zooprofilattico pugliese, diretto da Antonio Parisi, in collaborazione con il dipartimento di bioscienze, biotecnologie e biofarmaceutica dell’università degli studi di Bari, diretto dal professor Graziano Pesole. I ricercatori hanno provveduto a determinare la sequenza completa dei genomi virali e sebbene i dati preliminari indicano che entrambi i genotipi siano assimilabili al "tipo europeo", sono in corso ulteriori approfondimenti per verificare eventuali differenze rispetto ai genomi "Sars - Cov2" isolati in altre parti del Paese o del mondo.

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