Cronache

Reggio Calabria, arrestati due carabinieri con l'accusa di concussione


I due militari avrebbero costretto un imprenditore nel settore del fitness a consegnar loro mille euro per evitare di essere accusato da una persona alla quale lo stesso imprenditore aveva venduto anabolizzanti rivelatisi inefficaci

Reggio Calabria, arrestati due carabinieri con l'accusa di concussione

Sono accusati di concussione aggravata in concorso i due carabinieri in servizio a Vibo Valentia, in Calabria, e ora finiti in manette.
Si tratta dei vicebrigadieri Armando Palummo e Mirco Carafa. I due militari avrebbero costretto un imprenditore nel settore del fitness, proprietario di una palestra, a consegnar loro mille euro per evitare di essere accusato da una persona alla quale lo stesso imprenditore aveva venduto anabolizzanti rivelatisi inefficaci.

L'ordinanza di custodia cautelare è stata emessa dal gip del tribunale di Palmi, in provincia di Reggio Calabria, su richiesta della Procura della Repubblica. I due militari ora si trovano in carcere. Le indagini, coordinate dal procuratore Ottavio Sferlazza e dal sostituto Enrico Barbieri, hanno consentito di raccogliere a carico dei due militari gravi indizi di colpevolezza. L'attività d'indagine ha permesso ai carabinieri del gruppo di Gioia Tauro di accertare che i due, in concorso tra loro e liberi dal servizio, abusando della qualità di appartenenti all'Arma, hanno costretto la vittima a versare una somma di mille euro, per "comprare" il silenzio di una terza persona, asseritamente pronta a rilasciare dichiarazioni accusatorie sul conto dell'imprenditore, lasciando intendere, in maniera anche esplicita, che il mancato pagamento avrebbe comportato la sua rovina.

Gli arresti di Palummo e di Carafa risalgono al 18 scorso. Il primo è stato arrestato in flagranza di reato, poichè sorpreso mentre usciva dall'esercizio commerciale della vittima con addosso la somma di mille euro, ricevuta poco prima dall'imprenditore. Il 22 febbraio, il gip ha convalidato l'arresto e ha disposto l'applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti dei due militari i quali sono stati trasferiti rispettivamente presso il carcere di Reggio Calabria-Arghillà e di Vibo Valentia.

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