Ristoratore derubato pubblica foto del ladro su Facebook: rischia denuncia

Un ristoratore di Desio dopo aver subito un furto ha pubblicato il volto del ladro su Facebook facendo partire una caccia all'uomo in rete. I carabinieri: "Quelle immagini vanno rimosse"

Ristoratore derubato pubblica foto del ladro su Facebook: rischia denuncia

Un ristoratore brianzolo ha pubblicato su Facebook le foto del ladro che ha "ripulito" il suo locale e ha fatto partire una caccia all'uomo: ora rischia una denuncia per "divulgazione di immagini relative all'attività di indagine".

È successo a Desio, in Brianza, dove, scrive il Giorno, nella notte tra martedì e mercoledì, un ladro si è introdotto nel ristorante Shabu e ha rubato i nuovi tablet, appena acquistati per le ordinazioni dei camerieri, e l'intera valigetta della cassa che conteneva circa 600 euro in banconote di piccolo taglio. Esasperato, il proprietario, Nicola Viganò, 50 anni, dopo aver denunciato il furto, ha deciso di farsi giustizia da sé.

Nelle immagini delle telecamere a circuito chiuso del locale è ben visibile il ladro in azione. Così, mentre i carabinieri di Desio hanno acquisito le immagini per cercare di risalire all'identità del responsabile, il ristoratore ha pensato di fare altrettanto, diffondendo sul proprio profilo Facebook alcuni fermo immagine in cui il volto del ladro è chiarmente riconoscibile.

"Comunicazione di servizio - ha scritto il derubato sul social network - se qualcuno dovesse conoscere questo gentiluomo che la scorsa notte si è introdotto nel nostro ristorante ...... potreste avvisarlo che ha fatto un errore più grande di lui ? Tolleranza zero per chi entra in casa nostra!".

Il post ha suscitato la reazione rabbiosa degli utenti di Facebook ed è stato subissato di commenti giustizialisti. Una vera e propria caccia all'uomo si è scatenata sulla rete, tanto che le forze dell'ordine hanno ammonito il ristoratore: "Quelle immagini vanno rimosse".

L'uomo ora rischia di essere denunciato per "divulgazione di immagini relative all'attività di indagine". Intanto il post, e le immagini incriminate, sono stati cancellati.

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